mi spiace, davvero tanto.

questa potrebbe essere una ridondanza, due coccodrilli forse di seguito sono un’esagerazione, ma io me ne sbatto i coglioni perchè volevo parlare di jay reatard e anche il buon catetere, che ha scritto qua sotto, mi ha chiesto di scrivere e quindi scrivo.
a parte far lo scemo e tutte queste cose, mi spiace davvero tantissimo. non ho capito e non voglio neanche capire come sia morto di preciso, non mi interessa granchè. e non so scrivere in generale, ancor meno di cose serie, figuriamoci un coccodrillo, quindi scusate se l’articolo fa schifo, intrattenimentemente parlando. cosa c’è da dire, la cosa che mi fa incazzare è che aveva 29 anni, 14 passati a fare dischi, coi reatards, da solo, coi lost sound e altra gente, e sono sicuro avrebbe fatto ancora parecchie cose più che fiche. cos’è che faceva bo faceva dischi belli ecco, che non si è cacato nessuno o quasi, ma queste sono le cose che può dire chiunque abbia un computer e una tastiera su cui pigiare “google”. cosa significava per me? cosa significava cosa significava, mi piaceva la sua musica (il suo ultimo, che per altro non è il mio preferito suo ma comunque molto bello, è nella mia lista dei dischi del 2009) e mi stava davvero simpatico, mi sono andato a rileggere l’intervista su rumore di qualche tempo fa e infatti mi sembrava un pò come me, un pò come noi, uno un pò depresso, un pò adolescente fuori tempo massimo, e che faceva lo scemo e lo stronzo e si ubriacava e si drogava e suonava musica veloce, semplice e casinara per non pensarci più di tanto. magari mi sbaglio, ma credo di no. non l’ho neanche mai visto dal vivo, me lo son perso già una volta e un’altra recentemente ma ehi, aveva 29 anni, sarebbe passato più vicino a me di bologna prossimamente, no? che errore che ho fatto. voglio ricordarlo come lo vedo su youtube, flying v, ricci sporchi a nascondere la faccia e che suona le sue canzoni. era il simbolo della parte figa (per me) del rock, sudore, urla, strafottenza, chitarre tirate, testi adolescenziali e un casino raro. mi mancheranno i tuoi dischi, mi rammaricherò per sempre di non averlo visto dal vivo. ho voluto estrinsecare tutta questa roba, ma solo ora mi rendo conto che bastava scrivere un “mi spiace, davvero tanto”.


I took a walk
the other day
and thought about how things used to be
and then a cloud
came into sky
It shed on me
and I don’t know why,
Ever since that day I’ve never been the same
tired and lonely with no one to blame
and in this bedroom
is where I sit
cause I don’t really
don’t give a shit


(in una piccolissima anticamera del mio cervello spero sia una presa per il culo del suddetto a tutto il mondo discografico e non. sarebbe nelle corde del personaggio, no? che dite? ma sono passati un pò troppi giorni, e nessuno smentisce. l’anticamera si sta rimpicciolendo sempre di più)

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tu dici che è hardcore quando scleri più di Sgarbi, quando mi cacci la gomma come Barbie, ma arrivi tardi.
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Una risposta a mi spiace, davvero tanto.

  1. cratete ha detto:

    il tuo coccodrillo è molto più meglio, e se non sbaglio fa così.

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