live reportino: saint vitus

Ieri al bloom di mezzago (ma che bello che un locale storico sia tornato a fare roba interessante, e soprattutto nella ridente brianza vicino a casa mia EVVAI tutto questo grazie al famoso billa che conosco poco ma che è amico di amici e menziono qui così a caso per ringraziarlo) siamo andati giù con commentone a vedere i san vito e allora facciamo un bel report diviso per punti, di quelli belli ordinati.

a. Dai non faccio il nazi, spiego chi sono i saint vitus (anche se esiste gugol eh, ma farò finta di niente). Erano i soliti che facevano tutto prima di tutti, e per tutto naturalmente intendo i soliti riff elefantiaci che tanto noi di questa combriccola di questo blog qui andiamo cercando in lungo e in largo per il web e la lombardia e anche un pò per il mondo. E poi ci canta Wino che è tipo nella top 5 delle persone più heavy metal che abbia mai visto (forse top 3).Non avete ancora capito? allora mettiamola così, rincoglioniti, prima di loro a fare PIù O MENO e sottolineo il più o meno queste cose qua della musica lentona assatanata c’erano stati i mai troppo lodati e un pò dimenticati blue cheer (mettiamoci un videetto) e i black sabbath. Tenendo conto che il cantante dei blue cheer è morto, e che ozzy è ridotto quel che è e sua moglie è una maledetta rompicoglioni, diciamo che è la cosa più vecchia di quelle robe lì che si poteva vedere da qui a qualche anno.

a. I MEMBRI DEL GRUPPO DESCRITTI TRAMITE SOMIGLIANZE A FATTI/PERSONE/COSE
dave chandler è diventato un pò un cazzo di sciamano mezzo indiano un pochino repper molto homeless con denti storrti di fuori e capelli grigi che sparano da tutte le parti che snocciola sti riff enormi e assoli casuali di wha wha assolutamente da leggenda. Ci mette mezz’ora ad accordare la chitarra, spara puttanate sfottendo la gente, dedica una canzone a dickie peterson dei nominati prima blue cheer, si beve sorsi di wodka prima di dying inside (che parla non a caso di alcolismo), ed è quello ridotto sicuramente peggio tra tutti quanti. Chiaramente una delle persone che stimo di più su questa terra.
Poi Wino, dal vivo mi è sembrato un pò un intellettuale, molto lucido in realtà e pure parecchio simpatico. Magari se avesse parlato un pò più decenemente avrei anche capito qualche battuta in più, sti americani del cazzo. Gran presenza scenica e voce della madonna. Un intellettuale dicevo, dai capelli grigi fino al culo e dal gilet in pelle portato su una canottiera nera, a mostrare i centomila tatuaggi che ti fanno capire che se anche è calmo potrebbe spaccarti la testa a pugni in quattro e quattr’otto. O almeno così a me è sembrato potesse fare. Grande anche lui, ci voglio andare a bere una birra assieme.
Il bassista invece assomiglia a dave crover e aveva un sacco di frequenze basse nel suono, which is good, e il batterista che è l’unico non originale è un ciccione barbuto alcolizzato bevente jack daniels a nastro, stranamente nessuno ha detto “ti somiglia”, un pò esagerato sti doppi pedali e ste rullate sbuzze a caso, mi son sembrate un pò fuori luogo ma forse ero io.

c. DESCRIZIONE DEL CONCERTO E CONCLUSIONE
bello, rock’n’roll di quello gigante, lento e assatanato ma questo si sapeva già, e soprattutto l’avevo già detto. La cosa è che la solita reunion raccogli-soldi/tardiva gloria non è stata così squallida come sarebbe potuta essere, ma anzi per usare un francesismo “hanno spaccato proprio il culo”. figata. e adesso vediamo se riesco a prendere il biglietto in prevendita per sti shrinebuilder maledetti.

d. NOTA DI COLORE
gadget dell’anno

(non so se si capisce, ma sono cartine lunghe)

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Informazioni su ilsamoano

tu dici che è hardcore quando scleri più di Sgarbi, quando mi cacci la gomma come Barbie, ma arrivi tardi.
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2 risposte a live reportino: saint vitus

  1. cratete ha detto:

    oh che palle, non è giusto. comunque, a proposito di riunion, se vi interessa si riuniscono anche gli Snapcase. e ora me ne vo a flagellarmi con un disco poco noioso tipo, ehm, tipo Made in Japan ecco.

  2. paranoise ha detto:

    quella degli snapcase è una notizia di cui dovrei essere molto più contento di quanto sono. boh, sarà che oggi piove.

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