daughters: quando il fu mathcore incontra l’etilismo cronico.


i daughters continuano a non sbagliare un disco e ci propongono il solito tocco vellutato sulle gengive con un badile, meno di mezz’ora di qualcosa che i miei compagni di appartamento hanno definito “merda incomprensibile” e che finirà probabilmente in una di quelle spocchiose e censurabili classifiche di fine anno redatte da molti boriosi snob finti intellettuali della musica di satana, come il sottoscritto. non ho ancora capito esattamente cosa siano arrivati a suonare, e probabilmente nemmeno loro dato che sembrano tutti completamente ubriachi a partire dal cantante, ma è effettivamente del tutto trascurabile, dato che il disco è uno schiacciasassi a trazione nucleare e tanto basta.

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mi piace la musica di satana.
Questa voce è stata pubblicata in dischi 2010, manate in faccia, patologie neurologiche e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

2 risposte a daughters: quando il fu mathcore incontra l’etilismo cronico.

  1. il samoano ha detto:

    ma che bravi bravi mi piace dibbestia il nuovo

  2. Christian ha detto:

    Mi piace dibbestia pure a me. Chette devo dì…

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