alcest: la sublimazione dei generi morti che ci piacciono tanto.

molti rispolvereranno le definizioni sprecatesi per “souvenirs de un autre monde”, secondo cui gli alcest suonerebbero un originale fusione di black metal, shoegaze, post-rock, post-core, dream pop (huahua) e decine di altri generi via via meno eterosessuali: a me è sempre sembrato facessero più o meno quello che facevano gli ulver di “bergtatt”. gli ulver lo facevano estremamente bene, gli alcest, anzi, alcest lo faceva bene, nel precedente. “ecailles de lune” uscirà il ventinove marzo e dissiperà ogni dubbio, come se questo avesse una reale importanza nell’ordine universale di questo triste mondo malato.

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mi piace la musica di satana.
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