Marciòn, marciòn.

(una copertina per niente lugubre)
Stiamo ritornando da una riunione di famiglia, tutti nella stessa macchina come non capitava da un po’. Metto su un disco e mia mamma dice, «Che bel disco, questo qui, meno male che non ascolti sempre musica lugubre».
Il disco si intitola L’ultimo re, dei Ronin. Uno dei Ronin, ancora non ho capito quale, vive a Brugherio (MB), dietro casa: per questo quando leggo il titolo del disco per esteso (Con le budella dell’ultimo prete impiccheremo l’ultimo re), la prima assonanza che mi viene, che uno di loro, chissà quale, vive a Brugherio (MB), il primo riferimento che mi vado a cercare è Alla stazion di Monza, canto anarchico del 1900. Poi mi ricordo che nel 2007 i Ronin avevano inciso una versione del Galeone parecchio bellina. 
Ah, compagni, schiavi adusti! Tornando al canto anarchico del 1900, è opera di un anonimo che, con parole posate e amorose, celebra il regicidio di Umberto di Savoia compiuto centonove anni e trecentocinquanta giorni fa da un trentenne pratese che, con l’obiettivo di vendicare i morti di Bava Beccaris, aveva preso una nave dal New Jersey per venire quaggiù in viale Cesare Battisti, cinquecento metri più a sud del mio culo pesante. Alla stazion di Monza fa così,

«Alla stazion di Monza arriva un tren che ronza hanno ammazzato il re colpito con palle tre. Bruceremo le chiese gli altari bruceremo i palazzi e le regge con le budella dell’ultimo prete impiccheremo il papa e il re. Rivoluzione sia, guerra alla società piuttosto che vivere, che vivere così meglio morire per la libertà. E il Vaticano brucerà e il Vaticano brucerà e il Vaticano brucerà con dentro il papa. E se il governo si opporrà e se il governo si opporrà e se il governo si opporrà rivoluzione! Rivoluzione sia, guerra alla società Piuttosto che vivere, che vivere così meglio morire per la libertà».

Solo che il disco dei Ronin fa, «Con le budella dell’ultimo prete impiccheremo l’ultimo re». Allora cerco su internet, e scopro che a un certo punto qualche buon cuore ha salvato il papa da tutta questa faccenda di interiora del Primo Stato intorno a colli savoiardi. E scopro anche che l’archetipo dello splatter in questione pare sia opera di Diderot. Ma chi? Il bisnonno di Wikipedia? Proprio lui, l’illluminista Diderot, l’anticlericale, il rivoluzionario. Un attimo, va’ che Diderot non c’era, alla Bastiglia. Ah, no? Allora niente, magari questo post lo scrivo un altro giorno. Il titolo sarà Ohibò, Diderot.
A dispetto delle budella, il disco dei Ronin, L’ultimo re, non è lugubre, effettivamente. Però è un disco perfetto per il 14 luglio, che siate mangiaranocchie in festa o impiegati milanesi oppressi dall’afa, perché suona come un vento denso e fresco sulla veranda che non avete di fronte alla finestra del mono o bilocale nel quale sudate. E direi che oggi, coi tempi che corrono, con la gente che siamo, che togliamo il papa dai canti anarchici, considerando tutto questo, oggi, una veranda e un vento denso valgon bene una Bastiglia.
Io, i Ronin, li ho sentiti solo al Mi Ami, che poi, dato che sono noioso e volevo capire bene come funzionava lo show (mi aspettavo un set con orchestra d’archi e cantante anglofona, per questo i miei partiti preferiti perdono tutte le elezioni), mi sono piazzato sotto le loro panze, e il video che ho girato con il cellulare è risultato rumorosissimo. Così imparo a non andare ai concerti dei Ronin al circolo ARCI Blob di Arcore, che ha pure le birre Castello fresche ed economiche, alla faccia della crisi e della caldazza.
(notare la polemica di classe, il disprezzo per la retorica baraccona di un certo qual sito, l’odio per il mondo)
Se volete provare a sentire come una band strumentale piuttosto noiosa e molto figa vi risolve il problema della traspirazione, i Ronin suonano stasera (è tardi, oh) a Venezia, il 17 a Santarcangelo di Romagna, vicino casa di un amico mio (che, forse già lo sa, vive nel comune di un altro anarchico con le palle), il 24 a Itri, ovunque essa sia, e il 28 giù a Nola, che se lo leggi con gli occhiali appannati dal sudore sembra NOIA.
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no, non ho detto noglia.
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