le considerazioni del giorno dopo.

invece di voglia un poco ne ho, o più semplicemente è la cronica mancanza di cose da fare, quindi mi dilungo su alcuni punti che andrebbero approfonditi riguardo la recente esibizione dei black mountain:

1. la cantante è un cancello, sia per quanto riguarda l’avvenenza che dal punto di vista del coinvolgimento. trasudo molto più io durante l’estate in riviera, insomma.
2. l’avventore medio era il noto trentenne milanese che rende palese che i black mountain, ormai, sono qualcuno, oppure che nonostante la crisi la gente per bene vada a vedere concerti di gruppi a caso pagando sedici euro pro capite: gente che applaude quando non deve applaudire, che canta quando non deve cantare, che parla quando non deve parlare – a tal proposito, molto interessanti le considerazioni, in lingua inglese, di due yuppies dietro di me:
“oh, they’re very ….(parola che non ricordo)”.
“oh, yeah, they look like an high school band!”.
3. effettivamente i cinque inizialmente dimostrano una presenza scenica degna di un gruppo di paralitici, in particolar modo il cancello, che sembra essere stata sottoposta a lobotomia e/o visione del samizdat di the infinite jest. la situazione si scioglie vagamente procedendo con i pezzi, ma lo sguardo da crack di amber webber persiste fino alla fine.
4. purtroppo dopo anni di concerti di gente che suona, seduta, una nota ogni dieci minuti, in scantinati odorosi con altre venti persone, risulta che sulla presenza scenica si possa tranquillamente soprassedere. immagino di non poterlo fare per quanto riguarda i volumi a tratti risibili, in particolare nei primi pezzi, il che, unito alla sopraccitata audience ed alla sopraccitata flemma dei nostri cinque eroi, mi ha dato la persistente sensazione di essere al david letterman. il deficit di decibel, che è una stupenda allitterazione, secondo il mio modesto parere, migliora un poco dopo che un invasato urla “play loud!” tra un pezzo e l’altro, anche se non credo che il detto invasato abbia avuto un ruolo in tutto questo, ma ciononostante devo, oggi, registrare l’assenza di acufeni o di ipoacusia da trauma acustico. peccato.
mi pare sia tutto, ed anche se non lo fosse, dopo alcune righe di parole a casaccio, temo di aver perduto la verve che mi aveva spinto a scrivere tutto questo nonostante la recensione preventiva di ieri.
Annunci

Informazioni su paranoise

mi piace la musica di satana.
Questa voce è stata pubblicata in acidi, live noia e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a le considerazioni del giorno dopo.

  1. cratete ha detto:

    questa faccenda dei volumi va risolta. tipo uccidendo il sindaco. o uccidendo i cittadini rompicoglioni. o uccidendo tutti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...