l’invidia, brutta bestia.


da sempre le fertili terre del sol levante producono un assortimento musicale che ai meno attenti potrebbe sembrare favoloso – folkloristicamente, sarcasticamente favoloso – ed insostituibile come metro di paragone per tutto ciò che la musica non dovrebbe essere, ovvero divertente (vedi il j-pop) ed omosessuale, come il visual kei. [ndr: questo progressistissimo blog non ha nulla contro gli omosessuali – e nemmeno i negri a meno che i due fenomeni non si presentino contemporaneamente (cit.) – e se qualcuno si dovesse offendere, travisando, non possiamo fare altro che biasimarlo per il suo atteggiamento palesemente giudeo (cit.)]. il giappone in realtà da anni dissemina noia in giro per l’occidente grazie a giovani emarginati che di diverso da noi hanno solo la forma degli occhi e la passione per quel cazzo di sushi – ora che penso di essermi inimicato tutte le minoranze possiamo iniziare a parlare di musica, forse – come melt banana, i boris prima che impazzissero/rinsavissero completamente, merzbow, l’insostituibile masonna, gli inestimabili gerogerigegege et cetera. tra questi ceteri annoveriamo gli envy, che – ora inizia la parte in cui dico cazzate riguardo alla musica. la parte dove dico cazzate in generale iniziava dodici righe fa. – abbandonate progressivamente con a dead sinking story le coordinate più prettamente hardcore, proseguono con questo recitation, che si diceva sarebbe stato il loro ultimo parto, notizia prontamente smentita, l’affinamento di quella formula screamopostrock che li ha resi (poco) famosi: in questo disco però non c’è una chain wandering deeply e nemmeno una further ahead of the warp, mentre dreams coming to an end pare inserita in tracklist per ricordare che hanno fatto uno split con i thursday. manierismo: forse. trionfo della forma: probabilmente, e se iniziassimo a discutere di quanto questo possa inficiare una band che fa della musica emozionale (ahahahahah) la sua raison d’etre probabilmente non ne usciremmo più ed io tra qualche ora ho un appuntamento per l’aperitivo. ma recitation esce quattro anni dopo insomniac doze, e secondo il mio modesto parere, che voi generalmente dovreste seguire, dato che ciò che fanno lo fanno quasi solo loro, ed anche ammettendo che ci siano altri nel mondo che lo fanno, gli envy lo fanno meglio, sarebbe bene tralasciare la masturbazione mentale sui confronti con i precedenti e ringraziare satana per un nuovo disco degli envy.

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Informazioni su paranoise

mi piace la musica di satana.
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6 risposte a l’invidia, brutta bestia.

  1. Rockeye ha detto:

    "il giappone in realtà da anni dissemina noia in giro per l'occidente grazie a giovani emarginati che di diverso da noi hanno solo la forma degli occhi e la passione per quel cazzo di sushi".Direi che è una limitazione filosofica abbastanza grave..condizioni socio-culturali determinano in maniera spessa diversità che vanno ben oltre alla forma degli occhi o la passione per il sushi..e te ne puoi accorgere in maniera massiccia se sei lì in giappone ad assistere ad un live di musica "noiosa".

  2. paranoise ha detto:

    Scusa, stai scherzando?

  3. Rockeye ha detto:

    Cioè..il tono è palesemente scherzoso..il concetto no. Cheppoi concordo con quasi tutto il tuo post (sopratutto sugli Envy, ma anche l'ironia sulla omo music e il J-pop), ma la frase ho citato mi sembra oggettivamente errata, tutto qui.Poi visto che questo blog è aperto a discussioni noiose (lo spero almeno), esplicito meglio:La musica è vissuta in maniera diversa dai ragazzi che vanno ai concerti, ed è vissuta in maniera diversa dai muscicisti.La condizione socio-culturale è talmente diversa da noi che è impossibile paragonare il nostro modo "di vivere" la musica (da finti disagiati, senza offesa, mi ci metto anch'io che oltre ad ascoltarla, la suono pure)con il loro.Esempio: YOYOYOI Noise (credo si traduca così, era difficile da capire dal volantino)…un vecchio di 50 anni da solo (+ un altro 50enne scheletrico a petto nudo) con la chitarra che per 2 ore ha fracassato i timpani alla gente in un buco buio di 30 mt quadrati (e per farmi ammettere a me il termine fracassati ce ne vuole).Pubblico che seguiva seduto incantato davanti a costui.un buon 70% ragazze intorno ai 20 anni vestite come se dovessero entrare alla prima della scala.E non è l'unico caso.I concerti, pur iniziando alle 4 di pomeriggio (tutti i giorni ci sono 6 o 7 concerti con 6 o 7 band a Tokyo) hanno un seguito pazzesco, la gente sul palco sa suonare veramente bene, non esiste classe sociale (puoi trovare l'impiegato in giacca e cravatta appena uscito dal lavoro, il ragazzino otaku di 15 anni e la ragazza fighetta con la pelliccia di pelle nello stesso locale che bevono insieme e si ascoltano i live.E questo vale per concerti reggae, jpop, indy o boring/Noise sperimentale a manetta.Poi se vogliamo fare i qualunquisti che generalizzano a priori non sapendo nemmeno che il sushi in giappone è poco meno di un aperitivo da cazzeggio, facciamolo, ma non corrisponde ad un dato oggettivo.Si sono un cagazzo, purtroppo Pranoise non ti conosco di persona, se sto post l'avesse scritto Pucci mi scatenavo veramente ad insultarlo :DInvece mi limito, sono anch'io un degenerato infondo (nel senso che mi piace la prima D-generation X e non la pantomima che c'è stata qualche anno fa).Ma chiudo qui.Se poi, come mi è stato proposto, volete una recensione del concerto YOYOYOI noise con tanto di filmato video, lo fo volentieri.Saluti.

  4. Rockeye ha detto:

    Tra l'altro il tipo che ho chiamato YOYOYOI potrebbe essere IOIOI che suona sto venere al blob….

  5. paranoise ha detto:

    mi sembra che tu abbia preso la cosa un po' troppo seriamente. aspetto di essere redarguito per le gag sulle minoranze razziali.ah, non te la prendere a male, eh, sono di pessimo umore.

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