Alcuni dischi del 2010 che mi son piaciuti

Mi piace questa iniziativa di non fare classifiche ma scrivere dischi così buttati lì, adoro buttare esche perchè qualcuno ci si attacchi, o anche se non ci si attacchi, insomma mi piace buttare lì le cose (anche perchè si leva parte del tempo della rielaborazione razionale che è una rottura e soprattutto fa molto meno figo del rimanere un pò oscuro ed enigmatico lasciando soluzioni aperte a varie interpretazioni, insomma più o meno si parla della fortuna tra gli allocchi dei SENSATISSIMI testi di afterhours e verdena)(e non tiratemi in ballo avanguardie e scrittura automatica che se no mi incazzo di bestia)
Ma dicevamo, niente, quest’anno la demenza senile si fa sentire particolarmente e ci sono BEN DUE dischi italiani che mi piacciono molto.
TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI, Primitivi del futuro (La Tempesta)
Fare un disco in levare per i tarm poteva essere un suicidio bello e buono. E invece hanno fatto un capolavorino. Grande gruppo, che seguo da tempo, ma che non era entrato nei miei preferitissimi per la mancanza di testosterone, si sa che a me piacciono le birre scure e le moto da james dean, non quelle stronzate che si dicono nei film. Cose intelligenti i ragazzi le dicono da una vita , cose che in italia (e la i minuscola è d’obbligo) dovrebbero dire in di più, per citare il pippone di prima. La differenza con prima è che qui ci si aggiungono arrangiamenti interessantissimi, e una produzione mirata e riuscita. Son riusciti a tenere le cose belle che avevano, e in più tirare fuori le cose belle del dub (suoni, atmosfere fumose, il fare muovere il culo ma senza fare i gioppini cretini).
Un disco che ho sentito per tantissimo, e di cui mi sono innamorato dei pezzi uno alla volta, gradualmente, come succede solo coi grandi dischi.
Nota finale, il testo di l’ultima rivolta nel quartiere Villanova non ha fatto feriti dovremmo scrivercelo tutti sopra al letto, per leggerlo ogni volta che ci svegliamo. (Quanto sono romantico e rivoluzionario)
MASSIMO VOLUME, Cattive abitudini (La Tempesta)
Se tutte le reunion fossero così, il mondo sarebbe un posto bello. I massimo volume al loro tempo non li avevo seguiti (all’epoca di club privé avevo 14 anni, mi consideravo alternativo perchè ascoltavo i radiohead), scoperti poi in tarda adolescenza ma non mi avevano appassionato particolarmente, dirò la verità. Poi sento il singolo fausto, e mi piace parecchio, poi ascolto il disco e scopro che, che bello quando capita, fausto è il pezzo più brutto di tutto il disco, poi li vedo dal vivo, e finalmente capisco tutto. Con l’età i massimo volume, e soprattutto mimì, hanno acquistato autorità, calore e intensità. Effettivamente per un gruppo di questo peso specifico, l’età non è poi un fattore così negativo. Un pezzo così
cantato da un ventenne non avrebbe nessun senso. Cantato da loro è una delle cose più belle successe in italia, secondo me.
Musicalmente poi è pazzesco, delle chitarre così belle non le sentivo veramente da tanto, e non solo di italia sto parlando. (Sommacal e Pilia non sono esattamente proprio i primi degli stronzi, anzi)
NOTA POLEMICA: su tutti i blog gli slint sono considerati degli dei. Ho visto la reunion degli slint giù a barcellona, e mi aveva lasciato del tutto indefferente. E sono loro fan eh. Parafrasando la famosa frase di fernanda pivano (de andrè non è il bob dylan italiano, ma bob dylan è il de andrè americano) analizzate bene le cose io dico che gli slint sono i massimo volume americani, e non il contrario.
TORCHE, Songs for the singles (Hydra Head)
Vedo critiche in giro, i torche sembrano i foo fighters, fanno rock americano tipico. Ma solo io penso che il rock americano tipico e i foo fighters se avessero più casino, più velocità e quella che in termine tecnico chiamiamo “nerchia” sarebbero una figata? (non dite di no perchè poi mi cade tutta la mia costruzione retorica, per favore). Ecco qua i torche. Canzoni melodiche, accattivanti, ridotte all’osso (è un ep perchè dura venti minuti, ma le canzoni sono molte), ma SPARATE A CENTOMILA, volumi spropositati, divertimento e più intelligenza di quanto non ci vogliano far credere sti ciccioni di miami. Disco da ascoltare sempre, a volume massimo,
e poi questo è il video dell’anno
MOTORPSYCHO, Heavy Metal Fruit (Rune Grammofon)
Il mio rapporto con questo disco è nato così: io utilizzavo un creative zen orribile, da 14 euro per ascoltare gli mp3 (ora sostituito da un blackberry di un’indonesiana trovato in un bagno di istanbul, ma come dice lucarelli, questa è tutta un’altra storia). Non aveva lo schermo, e non aveva molte funzioni, e quindi mi imponevo di mettere lo shuffle praticamente sempre. Il mio gioco per scoprire musica nuova era quello di buttare dentro tutti i dischi che scaricavo, ancora prima di ascoltarli, cosa che mi faceva avere un rapporto di assoluta apertura mentale con tutto quello che mi capitasse alle orecchie, non sapendo il gruppo o il disco che stessi ascoltando, ma giudicando solo la musica per quel che era. Succede un giorno che mentre camminavo, parte l’intro di questa canzone.
e dico MA STA ROBA è UNA BOMBA CRISTO MA CHI SONO CHI SONO MA SONO BRAVISSIMI, e solo al minuto 1.54 capisco dai coretti che cristo, ma è il nuovo dei motorpsycho. Speravo fossero qualcuno con più hype, più alla moda, più tutto. Sorrido, penso che questi stronzi fanno dischi della madonna da vent’anni, facendo tutto e il contrario di tutto, senza spaccare il cazzo a nessuno ma anzi, standosene lì quieti a sfornare figate. Che stima. A mio parere molto meglio di tutti i gruppi barbuti finto seventies che ora vanno di moda. L’ho anche ascoltato moltissimo, e, nota di colore, gulliver travails durava esattamente il tempo del percorso a piedi da casa mia alla biblioteca. Ah, e adoro questo loro ultimo andazzo di pezzi da 2837489237mila minuti con movimenti pezzi cose, alla prog, ma senza essere stronzi come quelli del prog.
VAMPIRE WEEKEND, Contra (XL)
Ma il samoano è impazzito? si, sono impazzito. Mi piacciono i vampire weekend. Potenzialmente il gruppo più merdoso della terra, e stiamo parlando di potenzialità di stronzaggine da serie A tipo pete doherty davandra banhart toto luci centrali elettrica insomma stronzi di portata MONDIALE, e invece sono bravissimi. Perchè sono dichiaratamente fichetti, dichiaratamente melodici e dichiaratamente mega pop, e in questo non c’è proprio nulla di male, ma fanno tutto con grandissimo gusto e finezza, e con idee nuove, interessanti e semplici. Anche loro ci vogliono far credere di essere dei minchioni, ma minchioni non sono affatto. Uno dei dischi più interessanti, fatti bene e con criterio di quest’anno, e nessuno questo lo può negaaaar, nessuno lo puòòò negaaaar. E se li sdoganano i fucked up
chi sono io per non accodarmi? Comunque disco pop dell’anno sicuramentissimo
Mi lascio un paio di opzioni per parlare di dischi nel prossimo futuro, che qualcosa mi son dimenticato sicuro.
P.S. ve l’avevo detto che quest’anno sono impazzito. Non ho neanche seguito bene le nuove uscite. Mi spiace molto
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Informazioni su ilsamoano

tu dici che è hardcore quando scleri più di Sgarbi, quando mi cacci la gomma come Barbie, ma arrivi tardi.
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