Superpipponi dal 2010! (in breve)



CARIBOU, Swim (City Slang/Merge)

C’è molto surf e molta psichedelia e c’è chi dice che negli anni novanta lo stesso concetto (melodie e ritmiche beatlesiane in pasta) era stato già ben rappresentato da certa roba inglese. Sta di fatto che il Canada è terra di belle speranze. Il disco è ottimamente fatto, performato e, dato non trascurabile, il cantante è quasi pelato (sintomo di saggezza).

GROUP INERANE, Guitars from Agadez vol. 3 (Sublime Frequencies)

Questi giovinotti dal Niger lodano il signore ALLAH con una naturalezza ed una spinta ipnotica che poi alla fine il fatto che tutte le tracce siano uguali non riesce nemmeno a tangerti. Bassa qualità della registrazione. Riempici il cuore di gioia.

JAN JELINEK & MASAYOSHI FUJITA, Bird, lake, objects (Faitiche)

Ascoltare suoni puri e campioni manipolati sistemati nel loro ordine naturale dal nostro glitchatore tedesco preferito è sempre un piacere e se poi c’è anche un vibrafonista giapponese a suonare con lui c’è proprio da festeggiare! Bè, non vorrei scrivere così poco perché il disco a me è piaciuto molto ma non ho altro da aggiungere per cui basta.

LLOYD MILLER & THE HELIOCENTRICS, Lloyd Miller & The Heliocentrics (Strutt)

Chi sono gli Heliocentrics? Chi è Lloyd Miller? Dai, andatevelo a cercare. Io vi dico solo che in questo caso si parla di ethno-jazz persiano di qualità rara. Appunto perché l’incontro del presente-che-ha-qualcosa-da-dire con il passato-che-ne-ha-un-sacco-da-raccontare salverà il mondo. Dal punto di vista tecnico-melodico mi sono informato da un mio amico iraniano e posso dire che vengono utilizzate delle scale modali particolari: le dastgah. Una delle quali da il nome ad un brano della tracklist: si tratta della scala NAVA che in persiano significa “voce”.

ZS, New slaves (The social registry)

Gli Zs sono basilarmente degli hipster del cazzo. Li vidi live in Polonia questa estate ed esteticamente erano veramente fastidiosi. Dal punto di vista musicale però mi avevano lasciato letteralmente di stucco tanto da averli poi ufficialmente premiati (pensa te) come migliore band del festival.
Il disco è ben registrato (forse troppo) e riprende il concetto di trame intricate di chitarre grattuggiate con saxofoni metallofoni che tanto mi avevano appassionato ma rimane comunque distante dalla sensazione polacca.

GONJASUFI, A sufi and a killer (Warp)

Disco già ampiamente elogiato dal Giuseppe. Io non ho molto da aggiungere se non che lo ritengo una prodotto veramente da pollice alto. Il più ascoltato dell’anno. Il più amato dai giovani amanti del lofi e delle compressioni. Ricorderò sempre quella volta in cui Tommy Perez durante una partita di calcio balilla mi chiese se conoscevo Gonjasufi e quando gli risposi di sì eravamo entrambi felicissimi perché era veramente un bel ritrovarsi.

PANTHA DU PRINCE, Black noise (Rough Trade)

Non capisco bene com’è questo disco. Non mi ha soddisfatto pienamente, ma per un periodo ho continuato ad ascoltarlo volentieri. Forse è il suo essere ballerino negli spazi aperti. Forse sono solo attirato dai bassi. Queste frequenze oscure che secondo i miei calcoli danno il nome all’album. Va be, poi ci sono le percussioni gamelan che piacciono sempre a tutti anche se la pasta risulta sempre un po’ troppo fredda. Dai Pantha, un po’ di cuore.

MOUNT KIMBIE, Crooks & Lovers (Hotflush)

Veramente tanto di cappello per il modo in cui il lavoro progredisce e diverge o diverte come si diceva un tempo. C’è spazio un po’ per tutto (anche per quella dubstep di cui tutti parlano) (e pure per le emozioni). Merito del sidechain. Sia lodato il sidechain. La domanda è: per quanto tempo ancora?

GOLD PANDA, Lucky shiner (Ghostly)

La situazione potremmo definirla ethnic-ballerina o emo-techno che piace sempre. Questa è una di quelle circostanze che ti fa muovere, ma con il cuore in mano e la nostra storia tra le dita. I campioni di strumenti acustici dal sapore orientale (quando presenti) richiamano alla mente figure di animali in via d’estinzione.

FLYING LOTUS, Cosmogramma (Warp)

Bè, nella top disconi non può assolutamente mancare. Bello! Bello! Sì. E non era semplice non cadere nel banale ora che c’era da svoltare. L’arci-zio John (Coltrane) ha accompagnato dall’alto e sticazzi. L’album è sicuramente meno scorrevole dei precedenti. Più pulito e maturo. Più evolutivo che variativo. Jazz.

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4 risposte a Superpipponi dal 2010! (in breve)

  1. cratete ha detto:

    Hai messo ben tre dischi tondi, avvalorando la tesi di un certo qual celebre blogger. Bravo, commy.E comunque, i tuoi post d'ora in poi saranno targati con l'etichetta "borsoni", dal dialetto modenese.

  2. paranoise ha detto:

    pantha du prince bello.flying lotus favoloso.gli altri sono sicuramente la solita merda noiosissima che ascolti tu. bravo riccardone!

  3. paranoise ha detto:

    ah, non avevo visto i caribou (bah) e gonjasufi che è bello ma prediligo alla grande il lotto volante.

  4. rockeye ha detto:

    Pantha spacca di brutto

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