Ci pensi ogni tanto ai palindromi?

Leggiamo e diffondiamo, sai che fatica, il comunicato-ultimatum (comunicatum) dei Laghetto. In fondo è un Non Scrivere, il nostro.

[SPOILER: il 17 settembre a Bologna puoi sentire l’ultimo concerto suonato dei Laghetto. Sì, però ora leggi uguale.]

IL CORAGGIO DI NON SUONARE
Una autobiografia non autorizzata da noi stessi.
Benvenuti, amici, alla lettura di questo Epitaffio.
Per prima cosa, una premessa: mentre leggete queste parole dovete immaginarle nella vs. mente, come nei films, lette dalle voci fuoricampo dei Laghetto. Sì, tutte e quattro le voci insieme, E anche un po’ asincrone.
4 voci nella vs. testa. Ricordate di immaginarne una con accento centroitalico, una con la zeppola, e un paio di voci che leggono senza le c.
Cari Amici. I Laghetto nacquero nel 1999, come un qualsiasi gruppo Punk-Hardcore degli anni Novanta, sulla scia della prima grande band della storia che Non Suonava, i sottovalutati LeiSapevaDiSalame.
In quegli anni l’Hc si applicava bene ad altre pratiche: a volte pratiche sportive, come lo skateboard, a volte etiche, come il concetto del mangiare certe cose e altre no; a volte pratiche incomprensibili come il divieto di bere certi liquidi, che però a noi piacevano molto. I liquidi, non le pratiche. Insomma.
Comunque noi ci eravamo subito appassionati a questa interpretazione della Musica applicata ad un’altra cosa X. Infatti anche per noi la Musica era solo una scusa per fare altro, un mezzo per approdare ad un fine, non secondo bensì primario.
Qual’era il nostro fine da raggiungere attraverso il mezzo della Musica?
In un primo momento fu sostituire lo skate, come sport di riferimento del punk, con la Pelota Basca. Non ricordo se il progetto ebbe successo, ma col senno di poi mi pare non molto.
Poi per molti anni il nostro unico interesse fu il Ninjitsu come controcultura rivoluzionaria. Ricordate?
Mano a mano che il gruppo evolveva, cominciammo ad interessarci al concetto di Nichilauda, e successivamente tentammo di trasformarci da Gruppo Musicale a Centro Benessere.
Tuttavia in quegli anni i tempi non erano ancora maturi per il salto definitivo.
Era troppo avanti il nostro progetto: affrancarsi dalla Musica stessa, e passare definitivamente al fine ultimo: fondare la causa sul Niente.
Oggi, riteniamo di aver compiuto interamente il nostro progetto Nichilista. Siamo l’avanguardia del Non Suonare. Questo ambizioso obiettivo è stato raggiunto nel tempo con un’evoluzione/involuzione che ha attraversato alcuni stadi, fra cui il Camp Nou.
  • Negli anni presto (early years), i Laghetto erano una band classica in cui tutti e tre i componenti suonavano strumenti musicali.
  • Poi il primo passo verso il Non Suonare fu iniziare a Suonare Molto Male.
  • Poi fu introdotto un elemento che non suonava niente, l’Ormai-Famoso-a-Chiunque-Tuono-Pettinato.
  • Poi fu inventata una nota che non faceva alcun suono, il Bu Minore.
  • Furono introdotti, per giunta, lunghi momenti Non Suonati all’interno dei concerti, in cui i discorsi parlati erano spesso più lunghi delle canzoni Suonate.
Non eravamo ancora un gruppo d’avanguardia, perché comunque continuavamo a registrare roba: dopo il primo Demo (1999), lo Split (2001) ed un Promo (2002), furono registrati i due cd Sonate in Bu Minore per quattrocento scimmiette Urlanti (2003) e Pocapocalisse (2005). Tutta questa roba suonata male la trovate nella Discografia dei Laghetto che sarà disponibile dal settembre 2011.
Nel frattempo ci furono i primi veri concerti Non Suonati.
  • Il primo fu breve, nel 2003: in occasione del Secondo AMD ci esibimmo in playback sotto il nome di Pausa Cena.
  • Nel 2006 al Tago Mago Fest ci esibimmo in un concerto interamente Non Suonato con una decina di amici sul palco, tutti quanti che Non Suonavano delle chitarre finte. Ricordo, fra le altre cose, che fu eseguita in Playback/Karaoke la hit Wind of Change. E poi ricordo dei Liquidator con la Vodka dentro e poi non ricordo più niente.
  • Poi mi sa che Non Suonammo anche negli Stati Uniti.
Nel frattempo progrediva nelle nostre menti un immaginario parallelo (tipo il Terribile Norton o la figura del Cane Che Suona Il Clacson) che era totalmente estraneo alla Musica, che è Brutta. E questo, a pensarci bene, costituiva un’avanguardia che sempre di più toglieva importanza alla Musica, e spostava il peso su quel Qualcos’Altro che prendeva forma nei nostri progetti.
L’ultimo disco dell’era suonata fu un sette pollici del 2005, che delimitò la linea di confine fra il Suonare e il Non Suonare. Un lato del disco lo avevamo delegato ad un altro gruppo, per cui in quel lato i Laghetto effettivamente non suonavano. L’altro lato conteneva due canzoni: la prima fu effettivamente suonata da noi; ma la seconda non era affatto suonata né tantomeno aveva niente a che fare con noi. Questa, lungi dall’essere l’ultimo traccia della vita musicale dei Laghetto, fu in realtà la prima canzone del fortunato periodo Non Suonato della band. Fu il primo momento in cui i Laghetto erano Altrove.
Nel 2007 avevamo infatti scritto il nostro quarto disco (il terzo lo avevamo saltato, o meglio, Non Suonato), che si chiamava Quattro Parti. In quel momento però ci fu chiaro che, per fare un passo avanti nel nostro percorso, dovevamo Non Suonarlo e Non Registrarlo. E così fu.
Il periodo successivo, quello che va dal 2008 al 2011, è un periodo in cui la band, avanguardisticamente, si manifesta essendo Altrove, e raggiunge la totale padronanza del Non Suonare.
Il quinto disco dei Laghetto si chiama infatti Il Coraggio di Non Suonare, e senza timore di essere smentiti, è il primo disco della storia della musica completamente Non Suonato, non scritto, non prodotto, non registrato, non mixato, non masterizzato, non distribuito, non ascoltato, non rippato, non scaricato, non recensito. E rappresenta il più estremo concept album sul Nichilismo di sempre. Questo disco lo troverete nella Discografia ma si può anche scaricare, da qualsiasi sito, dal telefonino, dal 740, dal benzinaio: si tratta di un file leggero da 0 Bytes che, poi forse, a pensarci bene, in effetti se ci guardate avete già nel vostro computer.
Molti hanno detto che ci eravamo sciolti. Ma non è vero. Abbiamo solo introdotto l’innovazione di Non essere nello stesso posto, portando in tour il disco Non Suonato. Si può dire che i Laghetto ormai da 4 anni sono costantemente impegnati nel loro lunghissimo tour del Non Suonare in Nessun Posto, e quindi ovunque.
E, anche se un paio di membri della band nostalgici hanno portato avanti qualche progetto Vintage, ancora arcaicamente Musicale e Suonato, sono stati molto più importanti i Progetti paralleli solisti di Non Suonare, che tutti i membri della band hanno sviluppato nei luoghi più disparati d’Italia, Europa e mondo. Mille sono state le collaborazioni in questo periodo del Non Suonare, moltissimi artisti hanno Non Suonato con i Laghetto in questi anni. Voglio fare un nome per tutti, Vincent Van Gogh.
Dopo questa innovazione che abbiamo introdotto nel panorama culturale mondiale, molte avanguardie artistiche hanno seguito i Laghetto. Non si possono neanche contare i gruppi che oggi giorno, sulla scia dei LeiSapevaDiSalame e dei Laghetto, Non Suonano. Per non parlare dei gruppi che fanno finta di suonare strumenti giocattolo, o dei contest di Air Guitar eccetera.
I Laghetto torneranno a Suonare, seppur male, per una volta, il 17 settembre 2011 all’XM di Bologna.
A questo punto la domanda è lecita. Perchè, dopo essere diventati i paladini del Niente, all’apice del tour del Non Suonare, viene fatto questo concerto? Questo passo indietro. Si tratta di revivalismo alla maniera di un film in costume? Di nostalgia Vintage?
Certo, una parte del pubblico dei Laghetto rimane affezionata agli anni Suonati, e come per tutti i gruppi, le prime produzioni vengono considerate le più autentiche e le più urgenti (come dice la parola stessa: Early Years, Presto, Presto, è Urgente).
Ma il tempo è galantuomo: i ricordi propri e altrui sono sempre meglio della realtà attuale. Accade così che, da quando i Laghetto abbandonarono le scene abbracciando in segreto la più radicale forma del Non Suonare, iniziò tutto un fiorire di fan, di complimenti, di dichiarazioni d’amore, di lodi, di provincia di lodi, di racconti atti ad escludere i nuovi ascoltatori (“tu non li hai mai visti, i Laghetto erano fighissimi!”); nuovi ascoltatori ben felici di farsi escludere per poter credere in uno ieri migliore. Il tempo è galantuomo e come tutti i galantuomini, egli mente e noi lo smascheriamo esibendoci di nuovo. A Non Suonare siamo i migliori, ma a suonare non siamo bravi, non lo siamo mai stati, e non lo saremo mai. Se non ci avete mai visto, non permettetevi di credere che un tempo le cose filassero lisce.
Re-imbracceremo gli strumenti finti ogni qualvolta la macchina del fango del Terribile Norton comparirà a sovvertire la realtà, che ci continua a rimanere amara e ostile. Strapperemo al tempo il suo romantico tabarro, lo getteremo in una pozzanghera, lo scherzeremo con i nostri gnè gnè gnegnè gnè! Batteremo il tempo.
E allora sì, il 17 settembre sarà eseguito questo concerto autocelebrativo, un po’ per chiarire che non sappiamo suonare, un po’ per accontentare il pubblico, un po’ per traghettarlo verso la nuova era delNon Suonare, facendolo diventare il vero protagonista.
Dal 17 settembre 2011 il pubblico diventa il vero protagonista.
Questo festival, L’Ultimo, chiude l’epoca del Suonare e del trovare la scusa-della-Musica-per-potere-fare-altro. Metteremo tutti insieme la pietra tombale sugli anni Duemila, e apriremo un nuovo decennio, in cui si organizzeranno Festival di Non Suonare, Festival di Pogo, di Stage Diving, di Ballo, di Pelota Basca, tutto senza Musica. Finalmente potremo emanciparci dal vincolo della loro inutile colonna sonora, e ridefinire nuove modalità di espressione della rabbia giovanile, e nuovi codici di divertimento, e nuove sostanze divertenti da assumere o ingerire. E magari nuovi contenuti. La Musica piano piano svanisce, e con essa per fortuna anche le fisarmoniche dei Modena City Ramblers alle manifestazioni pacifiste. La Musica è Brutta.
L’originalità non è mai esistita. Ogni identità si forgia nel crogiuolo dell’emulazione di un’altra.
Ogni musicista nasce dall’originario tentativo di simulare un proprio idolo davanti allo specchio della sua cameretta, in una sorta di Air Guitar della vita. Fare finta di essere Slash davanti allo specchio, fingendo di suonare.
Ma per noi questo non è stato solo il punto di partenza. Per noi è anche il punto di arrivo.
E così come per noi, Il Niente può essere un punto di arrivo anche per il pubblico.
Per questo vi invitiamo tutti a questo appuntamento ad hoc in cui il pubblico sarà al centro dell’attenzione, e potrà diventare il protagonista emancipandosi così totalmente dalla Musica. Il concerto dei Laghetto del 17 settembre chiuderà l’epoca della Musica e aprirà l’era del Non Suonare.
Un po’ come avere una pagina bianca, nuova, davanti, e un pennarello nel naso.
Come diceva qualcuno, il Vuoto è possibilità di creazione.
La creazione del Nulla è il principio della Libertà, l’esilio dal già visto e dal già conosciuto.
Perché il Nulla non attende Niente, è attesa già decisa. È allontanamento dai binari già tracciati, come se non ci fosse un domani (come infatti non c’è).
E come se non ci fosse un ieri.
Buoni anni Dieci. Tocca a voi.
Con Affetto, i Laghetto.

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no, non ho detto noglia.
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