Quella volta che ho incontrato buzz osborne

non so se lo sapete, ma un mesetto fa ho incontrato buzz osborne.  Dovevo scrivere un articolo per una fanzine gratuita brianzola. L’ho anche scritto, ma poi han deciso di tagliare tutto quello che avevo fatto, ma sapete com’è, in brianza non si ha tempo da perdere, quindi la parte interessante l’han tagliata, e han tagliato anche frasi a caso, che stavano a dettare il tempo e il ritmo del discorso. Che poi io e te possiamo anche star qui a discutere di ritmo, ma poi mettersi a discutere con certa gente forse è meglio andare a ciapare i ratti, come si SUOLE dire.

COMUNQUE, ecco qui il mio articolo UNCENSORED (a meno che pucci ci si metta di mezzo a scassare i cabbasisi, ma non lo farà perchè è molto più mostro di quanto noi lo disegnamo) e comunque basta così, porco dio.

ECCO QUA L’ARTICOLO:

“Fono un ragaffo fortunato, perchè m’hanno regalato un fogno” diceva Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti quando ancora non infarciva le canzoni con aforismi da bacio perugina e faceva il simpatico minchione, e quella canzone ben ci sta per descrivere quanto mi è successo qualche settimana fa giù al bloom. Un pò di tempo fa infatti arrivano quei birbantoni di pulp e mi dicono, così, a tradimento, senza preavviso: “Ciccio, noi non conosciamo tanto bene I melvins, ci hanno detto che sei un loro fan, ti piacerebbe intervistarli?”  Dopo essermi ripreso dall’infarto che mi prende per quella proposta, rispondo qualcosa come “Beh guarda, I melvins per me sono come maradona per un napoletano”. O per un cattolico il papa o per Berlusconi una minorenne. Perchè a me I Melvins piacciono proprio tanto. E ora spiegherò il perchè, con un aneddoto gustoso ma inutilmente lunghisssimo (se volete l’intervista andate giù in basso diretti, giuro che non mi offendo):

Tutto iniziò il 31 maggio 2007 a Barcellona. Mi trovavo lì con attilione, michele maga e “la carissima” per assistere al primavera festival, che è una figata organizzata dall’atp dove tutti gli anni suonano una serie di gruppi abbastanza pazzeschi, che non sto qua a spiegare che già mi sto dilungando troppo e voi non c’avete mica tempo (ed esiste internet). Insomma prendiamo la metro dopo aver sbevazzato e sfumacchiato un pò (ah!, che belle le cose di noi giovani) e andiamo a sto festival nel tardo pomeriggio. Arriviamo al porto olimpico e, dopo una lunga coda per entrare, passata per lo più a parlare con un tizio di chicago di chitarre tarocche della gibson prodotte in giappone negli anni 80 (tutto vero, giuro),  entriamo nell’area concerti. Il porto olimpico di barcellona non è proprio l’area feste di osnago (senza offesa, io vado sempre all’area feste di osnago), e il suo colpo d’occhio al tramonto sul mare è uno di quelli da mozzare il fiato. A questo punto, in lontananza, sulla sinistra, sentiamo un frastuono improbabile. MA CAZZO HANNO INIZIATO I MELVINS! E quindi molliamo il panorama mozzafiato e tutte queste stronzate da romantici a milano, anzi in questo caso a barcellona, e andiamo giù a vedere il ruock’n’ruool. In realtà, lo ammetto, allora i melvins non è che li cagavo più di un tot, si ok mi piaceva qualcosa e poi vabbè insomma, alle loro  prove si sono conosciuti kurt cobain (loro grandissimo fan) e krist novoselic, non è che dovevano essere proprio gli ultimi degli stronzi, diciamo che un pò avrebbero dovuto gasare. Beh, altro che gasare. Non vi sto a raccontare per filo e per segno il concerto (che qua già sforo con I tempi e gli spazi e gli spazio/tempi), ma sappiate che credo sia (ci devo ancora pensare cinque minuti in realtà… ok fatto) il “concerto più bello della mia vita”. Volumi imbarazzanti (per chi c’era al bloom, molto, MOLTO più alti), canzoni pazzesche (in quell’occasione facevano tutto il disco Houdini), una delle band migliori al mondo che conosco per la prima volta proprio in quell’occasione,  sul mare, a barcellona, con la birra in mano, al tramonto a fine primavera. Cosa vuoi di più? Toh, se c’era disponibile Jessica Alba non ci avrei sputato sopra, però Il lucano per me te lo puoi pure ficcare dove più ti aggrada (un braulio però non lo avrei rifiutato neanche lui effettivamente). Quello per me è stato uno dei concerti che ha alzato l’asticella, metaforicamente parlando, ovvero ha settato un nuovo standard, in fatto di figate o cagate. Non capita proprio tutti I giorni una roba così ecco.

Dicevamo comunque, quest’illuminazione sulla via di damasco di sanpaoliana memoria e soprattutto questo pippone è stato raccontato per spiegare il mio rapporto coi melvins, nato meraviglioso da subito e continuato ancora meglio, visto che negli anni li ho visti altre 4 o 5 volte dal vivo, comprato dischi, sfondatomi le orecchie con le loro canzoni per anni, cancellato il terribile mondo esterno con gli auricolari nel tristo quotidiano peregrinare tra casa e lavoro o università. Comunque, per chi non li conoscesse (e comunque, ripeto, esiste internet), i ragazzi nella loro carriera hanno fatto tutto e il contrario di tutto, dalla malattia pura a del rock “quasi” (e sottolineo il quasi) radiofonico, firmato per major senza perdere la faccia e svariato a destra e a manca in generi e stili senza battere ciglio. Per capirci, tra le altre cose, hanno fatto dischi con artisti country (hank marvin III), gente che fa dark ambient (lustmord), cantanti punk (jello biafra dei dead kennedys), e infilato collaborazioni personali per band mica da ridere (Fantomas, Peeping tom, Shrinebuilder).  Fanno il cazzo che gli pare, lo fanno bene, il tutto con un’ironia di fondo e una tranquillità incredibile, da più di vent’anni. E non se la menano. Dici poco!

Comunque arriviamo, FINALMENTE dite voi, a quest’intervista a Buzz Osbourne, cantante/chitarrista e principale autore dei melvins, avvenuta in occasione del loro passaggio di qualche settimana fa al bloom. Dico subito, ho fatto domande un pò da fan e un pò ruffiane, d’altra parte ho chiesto le cose che interessavano a me, la prossima volta fatela voi l’intervista e chiedete quello che volete voi, stronzi. Ringrazio subito I ragazzi di pulp per avermi pensato, ringrazio billa del bloom per avermi messo a mio agio e e avermo fatto scaricare la tensione (“oh, si fa l’intervista eh, va che hanno rifiutato rai5, metalhammer e un altro paio di riviste nazionali. Fanno solo quella con te”) e ringrazio buzz per aver capito le domande nel mio inglese decisamente rivedibile SOLO A CAUSA DELLA TENSIONE, il mio inglese normalmente è fantastico (taglio la testa a chi dice il contrario).

A: sono io, Alessandro (mettere la c di ciccio mi sembrava un pò troppo), B è buzz.

A:Ciao buzz,  mi hanno appena detto che hai rifiutato l’intervista per rai5

B: Io? Io non ho rifiutato proprio niente. Sono solo cazzate. CAZ-ZA-TE (lo dice scandendolo per fare la prova microfono, grasse risate generali)

A: Avete appena fatto uscire un album live, sugar daddy. Penso sia molto bello. Nella vostra carriera ne avete fatti uscire molti, non una cosa usuale per quasi tutte le band. Come mai? E cosa pensi degli album live in generale?

B: Penso che per alcune band siano meglio gli album live di quelli in studio. Non so perché, ma spesso è così. I pink floyd hanno fatto un paio di album live che mi piacciono molto, i beatles non li hanno mai fatti

A: Beh non ne hanno avuto neanche il tempo

B: No! erano solo troppo pigri! (risate) Beh poi c’è un album live dei judas priest che mi piace molto, le canzoni lì sono molto meglio dei dischi in studio. Quando avevo 11 anni sentivo i dischi live di ted nugent, e ascoltavo molto alive dei kiss. E un altro album che mi ha ispirato molto è stato Heathen Earth dei throbbing gristle. Noi tentiamo sempre di fare musica che ci piacerebbe ascoltare come fan, mi piacerebbe che le band di cui sono fan facessero come facciamo noi. Un album live può avere molte variabili, e possono essere molto diversi tra loro, ma possono essere comunque molto buoni, non so perché, ma è così. Stiamo facendo uscire 5 cd live (nello stesso anno) in cui suoniamo per intero 5 nostri album vecchi, “bullhead”, “stoner witch”, “lyosol”, “eggnog” e “houdini”, che abbiamo registrato durante due concerti, avvenuti in due giorni consecutivi.

A: Figata! Com’è stato suonare questi 5 album diversi dal vivo in poco tempo?

B: È stato bello! Ci siamo divertiti

A: Quale album avete preferito suonare?

B: Stoner witch, è stato decisamente il più strambo.

A: Davvero? Non avrei mai detto fosse il più strano.

B: Si, tutte le canzoni sono strane, con tempi strani e divisioni per 3, se ci stai attento. Anche revolve, che è il singolo, è tutta divisa in 3, le strutture sono tutte strane

A: adoro quando le canzoni non hanno il solito schema strofa/ritornello/strofa ecc.

B: Io sono molto contro la solita struttura-canzone!

Ci spostiamo intanto in libreria, il bar e apre e c’è un po’ di casino in giro. Scambiamo due parole non registrate informalmente

B: Mi piace molto questo posto, sembra davvero carino

A: si è vero, è uno dei più belli per vedere concerti qua in zona, e poi ha una storia importante alle spalle. Tutte le volte che ci suono con le mie band mi dicono “o ma qua ci hanno suonato i nirvana nel 91!”

B:  Ma io non suonavo nei nirvana. Anzi, non ho mai sentito parlare di loro (risate)

(NDR: avevo delle domande riguardo ai nirvana e al ventennale di smells like teen spirit, ma capisco che non è tanto il caso, anche perché sono anni che la gente chiede a Buzz dei nirvana, e non dev’essere piacevole sentirsi fare le stesse domande per anni, soprattutto se riguardano la morte di un tuo amico, cosa che già buzz ha detto più volte.)

Ricominciamo con le formalità:

A: Qualche tempo fa un mio amico mi ha chiesto da che disco iniziare ad ascoltare i Melvins, tra la vostra discografia sterminata. Io onestamente non ho saputo rispondergli. Tu cosa diresti?

B: Ah, beh, non posso prenderne solo uno. Ne posso prendere almeno cinque ecco. “The bride screamed murder”, “Colossus of destiny”, “Stag”, “Eggnog” e “the Bootlicker”. Credo che così vada bene, copre tutto quello che abbiamo fatto.

A:  Non sapevo scegliere, perché avete fatto talmente tanta roba (che amo tutta per altro)!

B: un SACCO di cose diverse e pazze (risate)

A: state scrivendo nuovi pezzi?

B: Scriviamo sempre nuovi pezzi. L’anno prossimo per noi usciranno un paio di cose. Un album live con solo me e Dale, con Trevor Dunn al contrabbasso. Abbiamo fatto 5 live, faremo un album intero con lui. Faremo un tour forse, in cui suoneremo con la formazione con trevor dunn e con la formazione solita. Sarà figo, sarà bello e diverso. Sarà interessante, sono sempre in cerca di nuove cose da fare

A: perché lui è un jazzista, ha studiato a berklee mi pare, giusto?

B: no non ha studiato a berklee, però ha molta esperienza jazz e di altri ambienti diversi dal nostro. Ed è davvero bravo.

A: Ora ti chiedo l’ultima cosa, nei vostri show cambiate spesso l’ordine delle canzoni o ne tenete uno per un tour intero? E Come decidete le canzoni da suonare?

B: Noi non pensiamo agli show live come la maggior parte delle band. Noi pensiamo che siano come la performance art: abbiamo un’ora e mezza, e tutta quell’ora e mezza è importante. Odio quando i gruppi tra una canzone e un’altra bevono un drink, chiaccherano, lo odio!

Intanto arriva uno con una persona che sta parlando sul telefonino (p.s., il cantante e chitarrista dei totimoshi, che per altro non mi piacciono molto, ma vabbè sono nerd e lo volevo far notare), e buzz mostra al telefonino un libro con su delle tette gridando “QUESTO è IL FUTURO” breve nota di colore che mi andava di annotare.

B: Per noi è importante la performance intera, non sono solo canzoni singole. Qualcuno potrebbe dire “tengono la stessa scaletta per tutto il tour” ma non è giusta come cosa da dire, noi non siamo una band normale, siamo molto a-normali (calcando la a).

A: perché mischiate le canzoni durante i live giusto? adoro quando vi ho visto farlo in passato, voi attaccate canzoni che non c’entrano molto e mai mi sarei aspettato stessero bene assieme!

B: si ci piace molto, variamo da diversi dischi vecchi e nuovi, e mischiamo molto le carte in tavola. Pensiamo che vedere la musica dal vivo sia diverso che ascoltarla su disco. Quando prepariamo un live, noi usiamo i dischi e le canzoni sui dischi come un suggerimento. Noi possiamo suonare quello che vogliamo e quello che ci và, e non intenzionalmente, ma spesso non siamo molto fedeli a quello che abbiamo fatto sul disco. Non dobbiamo farlo! Non abbiamo regole, ogni tanto ti viene un’idea migliore di quella dal disco una volta che il disco è già uscito, e facciamo quindi le cose nuove. Penso sia divertente. Sicuramente più interessante. Secondo me un problema che hanno un sacco di band, e soprattutto le band del circuito alternativo, è che si pongono un sacco di regole. Ma perché avere delle regole? Regole regole e regole. Sono stanco di questo. La gente che viene a vedere i melvins dal vivo non credo abbia problemi al riguardo. Si aspetta che facciamo cose strane. Ci capiscono, ed è ok, lo adoro. Se ti piacciono i melvins credo ti aspetti che facciamo cose interessanti.

A: si odio le persone che dicono “i nostri fan non ci capiscono”. Se sono tuoi fan sei tu che gli hai fatto pensare determinate cose di te, è colpa tua di quello che pensano loro.

B: Per fortuna è così! ogni tanto i fans non capiscono quello che facciamo. Non saranno più nostri fan. Per me va bene! Non devono capire per forza. Il mio lavoro è fare musica che mi piacerebbe sentire da fan. Se gli piace bene, fantastico. Noi negli anni abbiamo capito di avere buon gusto. Se piace a noi, alle altre persone piacerà! Non penso mai “cosa potrebbe pensare la gente di questo o di quello”, penso solo “piace a me!” non mi interessa se capiscono a un certo livello o a un  altro livello più alto. Insomma, noi siamo una band underground, e per me è ok! Io in realtà non voglio essere underground, vorrei vendere un sacco di dischi, ma questa cosa non capiterà. Ma non sto “volendo” essere underground, non è perverso, non voglio “non vendere”. Ma noi siamo quello che siamo.

A: voi fate quello che volete fare e basta

B: Esatto! Siamo stati anche per una major, la atlantic, e abbiamo venduto parecchi dischi, ma non milioni di milioni di dischi. Abbiamo venduto di più, ma non un’enormità. Non siamo comparabili con altre band. I sonic youth hanno venduto molto di più di noi. Non ho nessun problema ad essere stato coinvolto in una cosa come l’atlantic. O come la coca-cola. Se io vado bene a loro, per me non c’è problema. Vorrei che le multinazionali ci usassero per vendere i loro prodotti. Ma non lo fanno! Vorrei vendere milioni di milioni di dischi e che tutti fossero fan dei melvins. Non sto tentando di non fargli comprare i miei dischi. Però non lo fanno e basta!

A: penso sia fantastico dire “io faccio quello che mi va di fare, poi vedete voi”

B: Forse un giorno capiterà che diventeremo famosi. Ma se non capiterà, per me è ok. Non sono preoccupato di diventare famoso. Ma non ne sono neanche spaventato. Se avremo possibili contratti commerciali, io li farei! Noi alla fine siamo solo una band, se loro pensano che con le nostre canzoni possano vendere di più, per me è ok, a me va bene. Noi siamo i bravi ragazzi! (risata). Mi piacerebbe, ma non capiterà. E non mi preoccupa il fatto che non avvenga. Andiamo avanti, Finchè le cose andranno bene… e le cose stanno andando molto bene! stasera suoneremo, stiamo facendo nuove cose, siamo dediti a quello che stiamo facendo, suoniamo con un paio di ragazzi che sono bravissimi, e non c’è niente che non possiamo fare, ed è fantastico.

A: ok, grazie mille di tutto buzz

B: grazie a voi, bye bye!

Ale Ciccio Denti
io son quello con la maglietta dei torche

Annunci

Informazioni su ilsamoano

tu dici che è hardcore quando scleri più di Sgarbi, quando mi cacci la gomma come Barbie, ma arrivi tardi.
Questa voce è stata pubblicata in cocaina e puttane, comprare, concerti con 20 persone, concerti noiosi, cose belle e gratis, cose belle trovate a caso, dischi 2011, electroplasticbox, interviste noiose, la letteratura è noiosa (cit), le cronache della flanella, manate in faccia, manifesto musica noiosa, rumoracci random e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

4 risposte a Quella volta che ho incontrato buzz osborne

  1. ilsamoano ha detto:

    in merito a pucci intendevo l’esatto contrario di quanto ho scritto. Davvero.

  2. ilsamoano ha detto:

    ricordatemi di no fare le robe giù sui blog se sono ubriaco, domani

  3. Pier ha detto:

    io ti voglio tanto bene ciccio per quello che dici!

  4. FANZINE gratuita brianzola ha detto:

    […] e comunque basta, Porco Dio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...