uomini rotti

il mio rapporto con matt elliott inizia con drinking songs nel duemilacinque e dura abbastanza a lungo da essere causa di gustosi aneddoti come quello del litigio con una ragazza milanese, e con milanese intendo solo secondariamente la provenienza geografica, quando vivevo a santiago de compostela, città che è stata per l’appunto lambita da un tour del suddetto che nell’occasione apriva i concerti di yann tiersen, il che mi aveva indotto a consigliare a tutti coloro che avevano venticinque euro da spendere per un concerto in erasmus – io no: ero troppo impegnato a spenderli in alcolici, droghe e prostitute. ma la ragazza milanese di cui sopra sì. – di ascoltare con attenzione anche il protagonista di queste righe, in un raro impeto di magnanimità che esulava dal personaggio di finto hipster sprezzante che mi sono costruito negli anni, affinché anch’essi potessero apprezzare di una delle cose più emotivamente devastanti successe alla musica negli anni duemila, ed avendone chiesto un resoconto alla suddetta milanese, che se non erro era anche studentessa di psicologia e questo potrebbe effettivamente avermi reso prevenuto nei suoi confronti, ottenni come risposta che matt elliott era stato estremamente noioso, e niente a che vedere, insomma, con yann tiersen, e la sua sognante fisarmonica che ci fa sentire tutti un poco amelie, ed il mio controbattere sdegnato, forse esacerbato nei toni da qualche birra di troppo e non privo di insulti nei confronti della cara milanese psicologa, doveva suonare più o meno come un “cosastaidicendo nonhaiidea stupidaragazzina ècolpatuaseilmondoèunamerda sperochetumuoiaentrodomanimattina”, e come è facile immaginare il nostro rapporto già solo vagamente amichevole non è esattamente decollato dopo quell’episodio, ed è oscuro anche a me il motivo per cui sto scrivendo tutto questo in questa sede, se non fosse che domani matt elliott suona al magnolia e musicanoiosa è (anche) un servizio di pubblica utilità, nonostante se ne faccia un uso fazioso e criminale (cit.), e sarebbe stato più noioso – forse – se vi avessi semplicemente raccontato che matt elliott era nei third eye foundation ed ha vissuto tutto ciò che significava bristol a metà anni novanta e qualche anno dopo ha partorito dischi che non definirei uno più bello dell’altro solo perché in fondo il mio preferito è ancora drinking songs ovvero non l’ultimo in linea cronologica, e che il suo cantare non è nulla più che un inno alle bettole ed al cattivo whiskey ed alla disperazione ed alla morte ed alle ferite ed ai pavimenti sporchi ed al fumo, tutte cose che dovrebbero unire ognuno di noi, ad eccezione delle psicologhe milanesi.

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mi piace la musica di satana.
Questa voce è stata pubblicata in alcolici, concerti noiosi, donne e musica, live noia, milano non è la verità ma nemmeno il parcheggio, musica per presi male. Contrassegna il permalink.

Una risposta a uomini rotti

  1. Davide xxx84 ha detto:

    vorrei anche sottolineare che Matt Elliott e´il musicista con piu´doppie nel nome.

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