Il pop del vicino è sempre più merda, ovvero Dove coccarda fa rima con pirla

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Sanremo poteva pure finire qui, in questo complicatissimo clash di memorie della mia terza media che compongono nel cielo notturno un luminoso WTF. E invece è andato avanti fino ad eleggere vincitrice Emma Marrone – seguono battute d’argomento coprofagico.

Sì, anche quest’anno ho seguito Sanremo: un po’ per il mio nuovo lavoro che mi ha fatto conoscere le canzoni in gara in anteprima, come i veri giornalisti (ma senza i loro appartamenti e le loro automobili), un po’ per lo spasso assoluto – spassoluto – di vedere in tv qualcosa di finalmente brutto, cioè uno spettacolo che prova a mostrarsi elegante ma popolare e risulta, all’esatto contrario, poveraccio ma a tratti elitario (quando un balletto è stato accompagnato da un pezzo dei The xx, per esempio), uno spettacolo che prova a far ridere e fa piangere e imbarazzare (Papaleo), prova a far riflettere e fa venir voglia di spararsi in testa (Celentano).

Questo è il brutto totale di Sanremo, una guerra-lampo di cinque giorni nei nostri gusti educati e guantati che ci invita a mescolare con le mani un’insalata di cacche.

Perderlo non è motivo di vanto e, soprattutto, dire che non lo seguite non vi rende migliori. Al massimo, non seguirlo e basta, ma dire, straparlare, vantarsi, menarsela, tirarsela, invece, son quei tipici comportamenti che si meritano soltanto coccarde. (Si veda il secondo titolo). E, guardacaso, il comportamento da trendsetter di stocazzo, da arbiter minchiarum sulla mia timeline di twitter (anche quella parte che seguiva il Festival) si è portato un casino. Ad esempio, tutti i miei contatti hanno tifato e pronosticato per Nina Zilli e per Arisa, che hanno portato in gara le solite lagne di tradizione, brani che vincevano un casino quaranta/cinquant’anni fa: nessuno, fortunatamente, ci ha preso. Eppure, a giochi finiti, dopo la nomina della canzone vincitrice, una lagna RUOCK di diversa tradizione, in pratica pop-rock per giovanissimi fan di Santoro, mi è parso perfino di leggere gente che si dava le pacche sulle spalle dicendo di aver azzeccato i pronostici: il mondo è pieno di Vincenzi Molliche che non sanno ancora di esserlo.

In ogni caso, il paese reale vince ancora sui social network, le illusioni durano ormai il tempo di una marea rivierasca e, di conseguenza, l’Inter continua a sucare in campionato. Quello che diciamo su twitter e FB non verrà ricordato in eterno, al netto degli screenshot, e meno male: io ad esempio non ho mai detto che i pezzi di Bersani e Dalla-Carone facevano cacare, ho sempre sostenuto che fossero le canzoni meno di merda, già; io non ho mai fatto ironia sulla Civello e le sue oscure origini, no.

A proposito, quest’anno fate attenzione alle rapine in casa: pare che il nuovo metodo dei rapinatori consista nell’introdursi al citofono come «nuova regina del soul».

PS- A questo giro l’unica cosa che valeva la pena di seguire è stato il reportage vignettistico di Makkox per Il Post. Fate in tempo a rileggervelo, su.

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no, non ho detto noglia.
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Una risposta a Il pop del vicino è sempre più merda, ovvero Dove coccarda fa rima con pirla

  1. ilsamoano ha detto:

    volevo sottolineare solo il fatto che odio il festival, non l’ho guardato, non lo guarderò mai (e qua mi spetta una coccarda da pirla)(non che sia la prima)(nè l’ultima, probabilmente) e mi fa schifo tutto quello che è e che rappresenta, non so chi sia emma marrone e non conosco neanche la sua roba che ha fatto a santoro (ieri mi han detto che ha fatto una roba a santoro), non mi piacciono manco i the xx se proprio proprio dobbiamo vedere, non ho twitter, in televisione guardo solo il basket e i simpson altrimenti la tele resta spenta, ho detestato la mia bacheca di facebook nei giorni scorsi a causa di questo baraccone anni 50 che ruba soldi al mondo culturale italiano, e credo che “godere” per le cose brutte (il meccanismo del kitsch) non sia una pratica intelligente, anche perchè già di base da sorbirsi nella vita ce ne sono molte di robe brutte (tipo la mia faccia ieri mattina, o anche stamattina, diciamo la mia faccia in generale và). Non vedo perchè autoinffliggersene altre, a meno che non sia fatto per lavoro, cosa che hai fatto tu ed infatti proprio per questo hai la mia benedizione al riguardo.
    No beh volevo dire la mia al riguardo in un post a proposito, ma già che ci siamo lo piazzo qua dai. Faccio la mia solita figura del savonarola della mutua.

    E le regine del soul ci hanno veramente scassato la minchia.

    E comunque una volta arisa mi ha chiesto se le vendevo del fumo in conchetta (giuro).

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