macao è un’ex colonia portoghese in cina famosa per gioco d’azzardo, prostituzione ed alta aspettativa di vita, il che potrebbe non essere casuale.

venerdì sera sono andato al macao. oggi il macao è stato sgomberato. un caso?

no, dunque. venerdì sono andato al macao, ho preso una birra, sono salito al primo piano e stava suonando un gruppo di fronte a trenta persone, e questo gruppo erano gli afterhours, ed era la prima volta che vedevo gli afterhours dal vivo, e mentre con un mio amico riflettevo di come sarebbe stato bello se quello spazio fosse stato interamente dedicato al grindcore o eventualmente alla goa-trance sono sceso in quello che potremmo definire un cortile, se non mi suonasse un poco strano parlare di un cortile di un grattacielo, ed in quel cortile si stava svolgendo un’assemblea, un’assemblea che ho ascoltato per qualche minuto in cui una persona al centro di un cerchio composto da un centinaio di ragazzi anagraficamente piuttosto eterogenei all’interno dell’intervallo 21-32 stava dicendo di organizzare qualcosa, e l’assemblea è stata interrotta prima che io, che ero appena arrivato, riuscissi a capire che cosa, perché al piano superiore stavano suonando gli afterhours, ed il centinaio di ragazzi eterogenei si è trasferito lì e così ho fatto io. gli afterhours hanno suonato per quelli che mi sono sembrati essere venti minuti e poco più tardi è ricominciata l’assemblea in quel finto cortile, e qualcuno ha detto che ci sarebbero stati dei tavoli di lavoro e che la partecipazione sarebbe stata importante, ed io mi sono messo in coda per prendere un’altra birra, ma come spesso mi succede ultimamente a causa di una bizzarra congiunzione astrale il fusto di birra è terminato esattamente quando mi sono trovato nei pressi del bancone, e su suggerimento del mio amico, un suggerimento che poi avrei pensato essere assurdo eppure incredibilmente in linea con il mio essere innegabilmente e sciaguratamente anziano, abbiamo preso un campari con bianco. sono andato via poco dopo.

cosa penso dello sgombero di macao? presupponendo che dell’intera questione si debba pensare qualcosa e che si debba pensare qualcosa di qualsiasi questione. un presupposto scomodo per chi è pigro come me, ma probabilmente necessario. macao occupava una proprietà privata, appartenente al signor salvatore ligresti che le mie nebulose conoscenze di ambienti immobiliari e finanziari mi permettono a grandi linee di inquadrare come uno degli uomini più potenti di questo buffo paese a forma di stivale dopo balotelli e corona. basilio rizzo è il presidente del consiglio comunale di milano e ci tiene a dire che con lo sgombero si ripristina la legalità formale in uno stato di illegalità informale, con parole probabilmente diverse ma non dissimili e questo punto mi pare condivisibile quanto come alla luce di tutto quanto non era imprevedibile il gentile invito della polizia ad abbandonare la torre galfa, e le successive polemiche sulla proprietà privata fanno sorridere, sia da parte di chi difende questo inalienabile diritto di un multimilionario nei confronti dell’ormai imminente esproprio proletario su scala nazionale, sia di chi lo contesta con una lievissima mancanza di prospettiva, sia da parte di chi non si è evidentemente posto il problema di dialogare con le istituzioni – non avrei mai pensato di usare questa espressione, pazzesco – che peraltro una volta tanto e non più tardi di un anno fa si sono avallate, in modo da giungere ad una soluzione meno sanguinosa per tutti – soluzione che peraltro pare sia giunta, pensa! fermo restando che se il governo della città o eventualmente dell’europa o del mondo mi pertenessero edifici abbandonati da anni come quello sarebbero stati da tempo espropriati e riconvertiti, eventualmente al grindcore, dopo esserci stato sorge l’impressione che il grattacielo sia stato scelto come simbolo di una provocazione, il che è legittimo, ma non può dunque stupire lo sgombero, oppure perché trenta piani vuoti da riempire di arte e vitalità sono fichi, e stuzzicante è l’idea di uno spazio dove fare i berlinesi o i newyorkesi senza lavorare come camerieri per guadagnare qualche soldo per andare sul serio a berlino, e questo mi porta a considerare un altro aspetto di macao che fortunatamente, mi auguro, si allontana dagli usi politici ed ideologici della vicenda, che sarebbero enormemente fuori luogo, e sono già enormemente fuori luogo, un aspetto che concerne l’essenza stessa di macao e dei lavoratori d’arte. i crismi dell’investitura e della benedizione dell’intellighenzia di un progetto in potenza interessante non si sono fatti attendere ed in due settimane di attività si materializzano dario fo, gli afterhours, lella costa, ed oggi dopo lo sgombero se ci fosse stato gianni morandi come relatore sarebbe sembrato sanremo o qualcosa del genere.

la decisiva domanda “cosa fa macao?” per un non lavoratore dell’arte che non ha potuto personalmente verificare di giorno ha una risposta ancora piuttosto oscura dato che il tempo ed i padroni di milano non hanno permesso delucidazioni sul perché, ad un non lavoratore dell’arte che non ha potuto personalmente verificare di giorno, sembrasse tutto intriso di alterigia radical chic (AH!), dalle parole ai laptop con il simbolo di un frutto allineati nelle stanze al piano terra, e le questioni sulla legalità scoperchiano un vaso di pandora ma sorgono soltanto dopo quelle non sull’opportunità, a milano, di uno spazio simile, quanto sulla sua gestione e sul suo indirizzo, e questi spunti sorgono a loro volta soltanto dopo quelli sulla definizione stessa di “cultura” e conseguentemente di “cultura dal basso” ed eventualmente di quelli su quanto una “cultura dal basso” in un paese civile dovrebbe essere quella di scuole ed università che se la memoria non mi inganna in questo suddetto paese civile versano in condizioni che se dovessi inventare un parallelo clinico definirei di “coma post-violenza sessuale”, se questa diagnosi effettivamente esistesse.  non mi è chiaro, presumibilmente a causa della mia nota mala fede, quanto di macao sia necessità, una necessità evidentemente palpabile non solo a milano ed infinitamente più complessa della sola esigenza di uno spazio di espressione, e quanto sia una vacanza dall’iperuranio degli attici. ma non dimenticatevi la mia mala fede.

potrei parlare per ore o forse no, ora vado a dormire ma se volete stanotte ci si accampa tutti in tenda davanti alla torre. io domani devo andare a fare qualcosa di vagamente simile ad un lavoro, quindi non potrò esserci, ma non lo dico con supponenza, davvero: se fossi stato in vacanza sarei andato di corsa perché probabilmente stanotte lì si scopa un sacco.

visto che in ogni caso siete sempre su musicanoiosa, durante la stesura di queste righe ho ascoltato a ripetizione questo pezzo, che in effetti ascolto a ripetizione da quando ciccio me l’ha fatto sentire alla mia festa di laurea.

Annunci

Informazioni su paranoise

mi piace la musica di satana.
Questa voce è stata pubblicata in recensioni sbagliate. Contrassegna il permalink.

Una risposta a macao è un’ex colonia portoghese in cina famosa per gioco d’azzardo, prostituzione ed alta aspettativa di vita, il che potrebbe non essere casuale.

  1. vinx ha detto:

    andiamo a dormire nello stesso sacco a pelo mentre mi racconti di quanto sia importante trovare il giusto font per inserire un apostrofo rosa sul trattino del post-patriarcato? ti offro una MS per protesta proletaria, ma solo se ci instagrammiamo.
    pensa a quale portata avrebbe avuto l’evento su scala digimondiale se ci fosse stato il fri uaifai, per dire. sarebbe stato come avere un ENORME divano su cui assentire tutti infoiati. roba da schiacciare MI PIACE fortissimissimo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...