Oh ma mancavo solo io per i pezzi da novanta (grammi)

Mi spiace per il ritardo, ma i computer di casa mia hanno deciso di implodere tutti contemporaneamente, non che la cosa sia poi così grave tanto ste classifichine qui mica servono a niente se non a dire “toh, quel pezzo lì non me lo ricordavo andiamo a riascoltarcelo”. Nessuno ha capito (e per nessuno intendo me stesso) i criteri di selezione, ho scelto quindi le canzoni da includere qui sotto a sensazione, aka “a cazzo di cane”. C’è da dire che, senza prenderci per il culo, nel 99 , ultimo anno buono alla cosa, avevo 14 anni quindi non è che le cose me le sono vissute per bene e che quindi non è che sia proprio un’autorità sull’argomento. Perciò qui si parla quasi sempre di ascolti in cuffia e con anni in ritardo, o al di più in concerti i cui interpreti avevano un pò troppi capelli grigi e maniglie dell’amore. Non è che mi lamento, anche perchè in entrambi questi ultimi due campi non è che possa criticare qualcun altro così tanto. Comunque, ciancio alle bande (CHE SIMPATICO), iniziamo dai:

Nirvana – Heart Shaped Box

Mi ricordo al telegiornale, pochi giorni dopo il mio compleanno di tanti anni fa, che parlavano del suicidio di Kurt Cobain. Non sapevo chi fosse Kurt Cobain, però i Nirvana si, e già mi piacevano molto, da quello che sentivo dalla CASSETTA (mamma mia che anzianità) di in utero rubata di soppiatto a mia sorella maggiore. C’era questo ragazzo biondo che si ribaltava su una poltrona, questo me lo ricordo, al TG1. Negli anni successivi poi ho snobbato, iper criticato, poi ri-apprezzato e ri-adorato i nirvana, e soprattutto quest’ultimo loro disco soprattutto. “In utero” nel quale, nota di cronaca, forte è l’influsso di steve albini, lo stesso steve albini (degli shellac) che ha lasciato lo zampino anche nei dischi che tanto amiamo noi hipster della musica noiosa dei neurosis. Confrontate i suoni di batteria, o le voci degli ultimi nirvana con gli ultimi neurosis. Così, tanto per dire. Per me, comunque, se uno mi dice “musica anni ’90” a me fa venire in mente i Nirvana. Non è poi un così brutto farsi venire in mente.

Nine Inch Nails – The Fragile

Il disco The Fragile è uno dei migliori dischi usciti nella storia, per me. E’ un capolavoro dall’inizio alla fine, avanti come pochi nell’utilizzo di suoni digitali e acustici, senza mai scadere però nel pacchiano o nell’avanguardia sterile.  Sintomatico quanto sia invecchiato bene, suona da paura, “come se fosse uscito ieri” si suole dire in questi casi. In tredici anni personalmente non mi sono ancora stancato, e ad ogni ascolto ci trovo sempre qualcosa in più, quella chitarrina scordata, quel rumorino in quella canzone che non avevo mai colto, insomma continuo contento in una iper-analisi di un’opera completa e gigante che continu a stupirmi. Non so quando da ubriaco e con chi dicevo che the fragile per me è una cattedrale, è tipo la sagrada familia, non è un disco, è una roba gigante e complicatissima, tutta storta ma alla fine armonica nelle sue storture. Dovevo sceglierne uno di pezzo, scelgo la title track un pò per come arriva e un pò per come se ne va, nello specifico uno dei finali più emozionanti che mi vengano in mente.

Melvins – With Teeth

Mi viene da piangere a scegliere solo un pezzo dei melvins. Scelgo questo qua perchè un pò misconosciuto ma terribilmente significativo. Chitarrone, ritmiche strane, zero struttura canzone solita, gran figata. Se penso solo a quanti generi e sottogeneri hanno iniziato, quanti gruppi hanno fatto formare ed a quante cose  e a che livello hanno fatto i melvins mi viene da star male. Sicuramente una delle band più importanti nel rock, per la quale il termine “seminale” non è il solito clichet buttato lì a casaccio dal giornalista pacco di turno. Per me son lì lì coi sabbath, ed ho detto tutto.

Dinosaur jr – Feel the pain

“I feel the pain of everyone, then I feel nothing”, cos’altro dire? Dico che in realtà l’ho scelto per il suo essere così “inno” di un tipo di rock e attitudine che tanto ci piacciono, forse in realtà non il mio preferito dei dinosaur jr (che credo sia tarpit, per la cronaca) ma non ce li potevo non mettere. E poi quell’accelerazione di tempo nel ritornello, quell’assolino lì sono di una semplicità e di una genialità assolutamente spiazzante, caratteristica in realtà della maggior parte dei lavori dei dinosauri piccolini, motivo per il quale li adoro e dovreste adorarli anche voi.

Chemical Brothers – Block Rocking Beats

Negli anni novanta io ero un fan della musica elettronica. E devo mettercelo un pezzo di questa mia passione in questo elenchino. Portavo avanti queste passioni per il RUOCK con anche pesanti implicazioni nel metal, ma contemporaneamente compravo i cd dei faithless, di fat boy slim e dei chemical brothers (parlo delle medie eh). Non ci vedevo niente di male, anche perchè effettivamente non è che poi le cose fossero così distanti. I chemical brothers alla fine hanno il merito di aver mescolato elettronica e rock in una maniera unica, in quanto fino ad allora la cosa era stata fatta gran bene da new order e primal scream e tutti gli altri che non sto qua a elencare, ma loro però tra i primi sono arrivati al rock partendo dall’elettronica e dal djing. Usavano suoni e campioni dal rock, ma trattandoli con i trick e gli effetti da musica elettronica. (qualcuno ha detto justice? o bloody beetroots? no così tanto per dire) E quel dig your own hole vi consiglio di riascoltarlo, ci sono delle perle inaspettate, che io colpevolmente non mi ricordavo.

Radiohead – Black Star

I radiohead alla metà dei novanta sono un gruppo rock con delle enormi potenzialità, che fanno del rockettone onesto, con degli spunti interessantissimi ma alla fine non così lontani da un gruppo nazionalpopolare come, per esempio, gli oasis. Succede però che durante le registrazioni del loro primo disco “vero” per la parlophone, il produttore di ruolo se ne vada in vacanza, e allora i simpatici giovanotti un pò matti si ritrovino con il galoppino dello studio a lavorare sui b-side. La cosa è che il galoppino era Nigel Goodrich, che è un cazzo di genio, e che avrebbe prodotto negli anni successivi alcuni dei dischi più importanti del suo periodo, primi fra tutti ok computer, kid a e amnesiac che sono tre capolavori che hanno rivoluzionato il modo di concepire la musica pop (nonostante quello che dica quel rimbambito di Paranazi) (ah buon concerto a bologna, MAHUUHAHUAHUA). Per altro, il pezzo in questione è bellissimo, ed il fade-in iniziale mi fa venire i bridi sempre.

C.S.I. – Cupe Vampe

I C.C.C.P. sono forse il miglior gruppo italiano formatosi dagli anni 80 in poi. Per me è come se fossero i sex pistols, con in più che erano bravi e interessanti, e non erano un fenomeno di moda pacco e costruito. O come se i clash fossero stati un filo meno politically correct e un pò più forti nei concetti proposti. Nel senso che portavano una pars destruens, una pars destruens importante unica e soprattutto autoctona, non legata a fenomeni anglosassoni, ma che poi con i csi hanno fatto seguire una gran pars costruens, con ricerca non solo sonora notevole. Che poi Ferretti si sia bevuto completamente il cervello col tempo è anche cosa buona e giusta, e non so voi ma io di ex fattoni che si siano convertiti ad un cattolicesimo personale al limite dell’eresia ne conosco più di uno. Mi ricordo di un ex eroinomane punk che aveva fatto diventare vegano il suo cane e che mi offriva dei pezzi di sedano in villa, ma questa è un’altra storia.

Sangue Misto – Lo straniero

Il rap in italia negli anni 90 era una cosa seria, mica cazzi. Gli zarri ascoltavano ancora la commerciale e non facevano il rap pacco cantando di serate in discoteca in privè di merda e cocaina e insomma copiando male i papponi americani.  Che poi adesso in Italia di roba figa nel rap ce nè anche (co’sang, dj gruff, e qualcos’altro che non mi viene in mente, non che poi sia un gran esperto in materia) ma SxM era ed è un’altra roba, piaceva anche a me che i pantaloni larghi non li portavo (non è vero ce li avevo anch’io, i mitici “pantaspazza” perchè ricordavano un sacco della spazzatura). Prima di tutti e avanti a tutti. Loro dico, mica io. L’anno scorso ho messo le mani su chicopisco, che avrei voluto citare in qualche modo, ma questa canzone e questo disco per me sono più significativi. Tipo questo pezzo qui, se uscisse domani sarebbe un capolavoro. A parte per il verso su forza italia, che ora si dovrebbe chiamare “pdl” o “movimento cinque stelle” (l’ho detto, l’ho detto).

Mogwai – Mogwai fear satan

Il post-rock ha dato alcune delle pagine migliori negli anni 2000, e i mogwai hanno il merito di aver sdoganato e riportato in auge il rock strumentale (che prima c’era già eh). Demerito è che nel 2012 la gente ancora fa gli arpeggini e i crescendo e i vocoder, non che non fossero fighi all’inizio, ma diciamo che dopo 34272748927984283974 mila gruppi e una decina d’anni diciamo che c’è qualcos’altro nel mondo. Però al tempo erano una manata in faccia, e i mogwai in realtà lo sono ancora una manata, a differenza dei troppi epigoni. E poi tutte le volte che la sento questa canzone qua mi emoziono sempre un pò

Sleep – Dragonaut

Suono dei Black Sabbath (i mai abbastanza citati e lodati sabbath), estetica punk hard-core, tematiche di contemplazione derivate da sostanze psicotrope, con una particolare predilezione per la cannabis. Queste sono le caratteristiche di buona parte dei dischi che avrei ascoltato nella mia gioventù dal 99 in poi. Che poi gli sleep lo facessero già nel 92 è tutto un’altra partita, che lo facessero MEGLIO è ancora tutto un altro campionato, ma forse si parla proprio di un altro sport (cit.). Jerusalem/Dopesmocker è una figata e una sboronata ancora più stimabile, ma devo dire che il riff di dragonaut ha un posto importante nel mio cuore, e quindi è giusto che vinca in volata.

Ok, ecco qua i dieci, ho sacrificato parte dei pezzi a cui sono legato e pezzi della storia della musica in generale, sto male se penso che ho lasciato fuori i primi afterhours, i motorpsycho,e i sonic youth (però di questi preferisco la roba degli 80 e dei 2000), gli einsturzende neubauten, i blur, i pearl jam,e chi più ne ha più ne metta, e altre centinaia di robe a cui sono mega legato, ma si sa che poi questi elenchini non è che siano poi così importanti. Mi sono dilungato, davvero scusate un pò ma un pò ci tengo a queste cose dai.

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tu dici che è hardcore quando scleri più di Sgarbi, quando mi cacci la gomma come Barbie, ma arrivi tardi.
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