I miei inutili dischi del 2012

Belli d’inverno vestiti come le cipolle e agghindati a festa, anche quest’anno riesco incredibilmente a buttare giù qualche non richiesta e noiosa parola sui miei dischi preferiti dell’annata appena trascorsa. Nel 2011 è stato più bello e facile devo ammettere, i trent’anni i viaggi e bla bla bla: quest’anno l’unico gancio a cui legare il moschettone creativo è il fatto che mi sono trasferito in città, ma direi che non ho assolutamente sfruttato le possibilità musicali offerte dalla landa della madonnina e me ne sono stato chiuso in casa come un eremita, e di dischi non ne ho comprati. Zero ingressi al… , zero ingressi al… (che poi non è vero 3-4 cose le ho viste)!

“Dai Pietro non fare così, hai anche affrontato qualche trasferta grossa”,  si per poi dimenticarmene nel giro di 7 ore, perso dentro un preventivo (fosse stato un preservativo almeno), un RSVP, una mail al personale, una bolletta da pagare!

Allora mi aggancio originalmente ai Maya?…sti cazzo di Maya che avevano già frantumato il cazzo quando erano in circolazione…mi cadesse un meteorite sulla capoccia se non hanno frantumato il cazzo 3000 (?) anni dopo! Facciamo che non mi aggancio a niente (qui c’è la battuta facile!)), e procedo dritto con le mie banali (e due) considerazioni musicali. Gli ascolti doc del 2012 sono pochi, ho per lo più continuato ad ascoltare dischi del 2011 o antecedente, questo perché ci vuole tempo per assimilare le cose di qualità ed etichettarle come tali, un po’ come le relazioni (?). Sono dunque sicuro che quello che non mi ha fatto impazzire quest’anno sarà bellissimo l’anno prossimo.

Ecco allora i dischi che potrebbero piacermi tantissimo tra un po’. Le mie dita trasudano commercialità e banalità (e 3), e mi accorgo ogni anno che passa di non avere nessun criterio stilistico negli ascolti, tantomeno in come li scrivo poi! Il tempo passa per tutti, dipende come affronti la cosa! Mi chiedo come mai io continui a scrivere…

(A proposito di modo di scrivere: nonostante musicanoiosa sia il blog meno letto del pianeta, noto con sempre più frequenza che il nostro stile annoiato since 1980, post hipster, pre strafottente, ultra boring, iper lazy bla bla bla ha fatto strada ed è attualmente rintracciabile facilmente nella blogosfera musicale e tra le free press da bancone (successivamente da water/turca del medesimo). Le malattie si attaccano facilmente. Riprodurre fallimento, bel fallimento, visto da falliti!

Ho rotto il cazzo, procedo!

My Best Fiend

In Ghostlike Fading

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Esordio da 4 stelle per questi 5 mingherlini di Brooklyn. Disco molto bello, con spruzzi di psichedelia e spruzzi e basta. Un misto tra gli MGMT, i Phantom Planet (chi?) e qualcosa di brit riscontrabile nei riccioli dei componenti!

Deftones

Koi No Yokan

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Come si fa a non sbagliare un disco in 20 anni di carriera? Koi No Yokan è il settimo lavoro dei Deftones. Ogni volta che lo nomino mi segno perché mi sembra di bestemmiare. Disco splendido, per una band che ha un suono super caratterizzato, si ripete, si autocita, non cambia se stessa ma cammina dove vuole a testa alta. Il tempo passa per tutti, dipende come affronti la cosa! Olimpionici!

Grizzly Bear

Shields

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Quarto disco sputato fuori dopo un fintissimo hiatus. Siamo sempre a Brooklyn. Disco dell’anno per molte zine indie….boh, l’ho ascoltato poco! Vero è che oltre al solito freddo sperimentalismo un pochino scaldano anche l’anima, lentamente. Da approfondire l’anno prossimo, forse.

Converge

All We Love We Leave Behind

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Uno dei loro dischi migliori, dove “l’ascoltabilità” è al servizio della band e non del pubblico. Solo i Converge possono, i Converge possono fare quello che vogliono, sono sempre solidissimi. Il titolo è un comandamento, progressisticamente conservatore (?). Il tempo passa per tutti, dipende come affronti la cosa! . Sacri!

Sigur ros

Valtari

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Sesto disco per gli islandesi, che non sono più quelli di una volta. Il tempo passa per tutti, dipende come affronti la cosa!  Dopo un disco allegro tornano qui a 4 anni di distanza con un lavoro sinfonico, orchestrale e orchestrato per piacere poco, e quindi piacere molto. Se ci trovi una “canzone”avverti, se riesci a restare sveglio anche. Spesso impeccabili.

Frank Ocean

Channel Orange

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La favola milionaria del cantautore rapper che scrive canzoni per tutti e decide poi di uscire dall’anonimato ad incassare si ripete. Ora un po’ mi scoccia che anche quest’anno uno dei dischi più belli sia fuori dal mio “genere”. Pare però che questa inversione di sonorità del panorama rap (in Italia si migra verso sonorità violente e plasticose importate con 5 anni di ritardo, in America tornano verso radici più rilassate e “native”(?)) riesca davvero bene, e non si può far altro che prenderne atto. Channel Orange è un lavoro strano, a volte breve, a volte lungo, a volte campionatissimo, a volte originale. Se lo metti in sottofondo, si amalgama alla perfezione con qualsiasi cosa tu stia facendo, alcune in particolare (?).

Minus The Bear

Infinity Overhead

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Se nel nome ci metti l’orso vai sicuro che ti si nota. La storia dei MTB è lunga per carità, tempi non sospetti dunque…! Dopo un disco così e così pubblicano un altro disco così e così, ma con dentro un pezzo bellissimo che è Diamonds Lightning che, per un fan, vale l’album.

God Speed You! Black Emperor

‘Allelujah! Don’t Bend! Ascend!

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Che i bevitori di sciroppo di acero mi piacciano si sa! Felicissimo di sapere che questi qui ci sono ancora, dopo scioglimenti, side project e bla bla bla. Ne aveva già parlato Big Fede  qui!!! 4 tracce, un’ora di musica della madonna. Amen.

Fiona Apple

The Idler Wheel Is Wiser Than the Driver of the Screw and Whipping Cords Will Serve You More Than Ropes Will Ever Do

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Chiaro no?

Polica

Give you the ghost

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Hanno aperto Bon Iver a Ferrara, avevo parlato bene ma non troppo del loro live, ma dopo numerosi ascolti devo ammettere che alla fine il disco è  bello, originale, pur essendo alle volte monotono, ma marcando uno stile personale e sensuale che riesce nei 40 minuti dell’album. Prima mandavo avanti dopo 1 minuto di canzone, adesso dopo 2 e mezzo.

Bene ho finito per fortuna, il meteorite Maya mi ha mancato per centimetri (ci speravo tantissimo che oltre ad aver rotto il cazzo avessero pure ragione), lo sposto un filino più in la e approfitto del buco scavatosi per infilarmici dentro così non devo pensare cosa fare a capodanno e al fatto che Commentone si è laureato!

Ah a proposito di Commentone…probabilmente in primavera esce il secondo disco del nostro gruppo “Il Cubo di Rubik Monocromo” che si chiamerà “Picnic al Mare” e che stiamo registrando con l’ottimo Simone Pirovano…ve lo dico nel caso vogliate infilarvi insieme a me nel cratere…si sta comodi e c’è spazio! Un noiosissimo 2013 a tutti!

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2 risposte a I miei inutili dischi del 2012

  1. cratete ha detto:

    visto che dovevo approvare i pingback ho letto solo quei pezzettini lì con i link e ho scoperto che hai attribuito ad Attilio un post scritto da me.
    sei fuori dal gruppo.

    🙂

  2. illcomfort ha detto:

    chiedo umilmente scusa. Anzi, non c’è bisogno che mi cacciate, ci penso io, e me ne vado da solo! -.-

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