the track is not available

a quanto tutti dicono il papa si è dimesso, ma non era questo ciò di cui volevo parlare, dato che consultando facebook mi pare che la notizia sia già stata ampiamente dimenticata in favore del fatto che, a quanto tutti dicono, da oggi anche nel nostro meraviglioso paese a forma di stivale è possibile usufruire di spotify, che per coloro meno affini alla tecnologia di me, e quindi per parte della popolazione ultrasettantenne e per la totalità della popolazione sordomuta e solo per loro, rappresenta una sorta di radio senza dj e di cui puoi scegliere la programmazione, quindi in sostanza la cose più lontana da una radio immaginabile: dato che sotto le mentite spoglie di un allocco celo una personalità straordinaria sempre in anticipo sull’avanguardia, conoscevo spotify da circa tre anni, dall’epoca del mio moderatamente lungo soggiorno in spagna, dove da secoli viene utilizzato dalla maggior parte del paese il che spiega la loro claudicante situazione economica, e dove se la memoria non inganna la mia povera mente era scaricabile solo previo invito di un altro utente, cosa che mi ha spinto pur in modo riluttante a farmi degli amici, soltanto per essere deluso dal fatto che il motore di ricerca non trovasse gli anal cunt fino a lasciarlo cadere nel dimenticatoio per puro snobismo se non in rarissime occasioni in cui cercavo musica che potesse fare da colonna sonora a momenti di intimità e tenerezza, che venivano irrimediabilmente distrutti quando nel mezzo di una soffusa ballata folk o di un’epica cavalcata post-rock partiva la pubblicità di un’automobile o di un detersivo, perché la peculiarità di spotify è che i poveracci che non possano in questo periodo amaro permettersi di pagare l’abbonamento di novevirgolanovantanove euro mensili devono fare i conti con quella che una volta si chiamava réclame e che fortunatamente non si chiama più così. con abbonamenti e pubblicità spotify paga le royalties agli artisti, ma ho il presentimento che tutti i soldi vadano ai metallica. visto che ho aperto twitter da un paio d’anni e non l’ho mai usato ed all’incirca lo stesso è successo con google+, mi trovo costretto a rifare un account anche del nuovo must della discografia mondiale per mantenermi à la page, anche se probabilmente cercherò gli anal cunt – il che è il test di affidabilità mondialmente riconosciuto per ogni cosa che riguardi la musica e la vita – e non trovandoli maledirò il momento in cui ho perso tempo a fare queste complicatissime operazioni ed a scrivere questo complicatissimo articolo che inizialmente era destinato ad elencare in ritardo mostruoso i dischi che mi sono piaciuti nell’anno finito ormai molto tempo fa e che in conclusione si è rivelato fallimentare nel voler rappresentare un servizio di pubblica utilità.

 

mi dicono dalla regia che su spotify trovate anche i brani del festival della canzone italiana di sanremo, che, mi dicono dalla regia, inizia oggi. stanno succedendo un po’ troppe cose nel mondo per i miei gusti.

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mi piace la musica di satana.
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