motivi per i quali non sono andato a vedere i sigur ros ovvero pipponi davvero esagerati su passioni ed eventi del passato relativamente interessanti

Martedì sera han suonato i Sigur ros a Milano, ma credo che questo lo sappiate già. Quello che non sapete è che i Sigur ros sono uno dei miei gruppi preferiti. Il sillogismo però rimane imperfetto, prima di tutto perchè non ho voglia di controllare su wikipedia come si fa un sillogismo giusto, e neanche perchè la mia prof di filosofia del liceo assumeva una copiosa quantità di psicofarmaci, oltre a spiegare tutte le questioni filosofiche facendo esempi con i gatti (cosa per altro nobilissima e apprezzabilissima), ma quello che volevo dire è che nonostante la mia passione per il gruppo islandese e la loro vicinanza spazio-temporale non sono andato a vederli. E adesso vi spiego il perchè.

Prima di tutto volevo dire che i Sigur ros sono stati uno di quei gruppi che hanno fatto aggiungere una categoria al mio personale modo di catalogare i dischi che ascolto. Come racconto anche troppo spesso, da quando teenager la cosa che amassi sly and the family stone, i radiohead, i chemical brothers, i black flag e i pantera era una cosa che sbalestrava un pò la visione manichea che hanno gli adolescenti, categoria che odiavo già quando ne facevo parte (dico gli adolescenti, ma anche i manichei, mentre invece non mi dispiacciono le maniche, sono una delle parti di magliette e maglioni che prediligo)(per non parlare delle mezze maniche, magari con le vongole, ma qua forse sto davvero esagerando), e quindi i metallari non mi consideravano uno di loro, quelli che ascoltavano elettronica non mi consideravano uno di loro, quelli che ora chiameremmo “hipster” non mi consideravano uno di loro insomma, se non avessi avuto una simpatia proromente e una sana passione per droghe leggere e birrette sarei stato molto solo. Tutto questo per dire che già da allora avevo deciso di dividere il mondo musicale in “cose che mi piacciono” e “cose che non mi piacciono”, senza grandi pippe mentali di genere, numero e sesso. Gigi d’alessio non mi piace, i Talking heads mi piacciono, David Bowie non mi piace (sì, l’ho detto, anche se con dei distinguo che non farò ora), i King Crimson sì. E sticazzi a tutto il resto, che poi a me parlare di musica con la gente mica mi è mai piaciuto.

I Sigur ros all’inizio erano nella categoria “cose che non mi piacciono”. Preferivo i Mogwai, preferivo mille altri gruppi che per me facevano “quella roba lì” che poi è il post rock, la voce mi sembrava stupida e irritante, e fondamentalmente mi annoiavano un pò, trovavo il tutto un pò troppo “melodico”. Però mentre lavoraravo giù in libreria (che aveva anche dei cd) mi ritrovo davanti “takk”, disco appena uscito, con un artwork bellissimo, di cartone e quella che sembra matita, non so se si trova ancora in vendita, comunque sembra un libro d’arte ma di quelli fatti bene, e decido di dare una possibilità in più a questo gruppo che “non mi piace”, anche perchè male che vada ho un oggetto bellino da mettere nella mia collezione (colpevolmente non molto aggiornata di recente, ma se vedeste il mio estratto conto capireste anche voi il perchè). Alla sera torno a casa,  e prima di andare a dormire mi metto su questo disco, cuffione, buio come al solito e volume centosessanta mila. Saranno state le birre comprate al circolino in via col di lana (beck’s da 66 fresche a un euro e venti, quante emozioni), sarà la situazione, sarà quel che sarà stato ma scocca la scintilla, m’illumino sulla via di damasco, vengo colpito da cupido, trovo l’ultima tessera del mosaico, il disegno prende forma, e altre espressioni idiomatiche per dire che le prime 7 canzoni di quel disco, fino a milanò, siano per disposizione, composizione, produzione tra le migliori che abbia mai sentito. I droni simili ad archi dell’intro, che sale fino ai bassoni compressati e all’esplosione di Glosoli, il giro di accordi e il risvolto della melodia della voce nel ritornello di Hoppipolla, la ripresa del tema successiva, la pulizia di Hufupukar che porta a Saeglopur, primo pezzo “triste” e aggressivo (tra i migliori in assoluto tra i loro per me) e la magistrale e semplicissima nei suoi crescendo da pianissimo a fortissimo Milanò, sulla quale probabilmente potrei scriverci un articolo o pure un libro per quello che rapresenta per me. Quando capitano 3 canzoni in fila messe bene in un disco io la reputo una cosa rara e me ne compiaccio molto, quando ce ne sono SETTE la cosa è magnifica, almeno per me che a queste cose ci tengo.

Dicevo comunque  che a questo punto della mia vita mi tocca aggiungere alle mie categorie di valutazione la voce “dischi che non mi piacciono ma che forse in futuro potrebbero piacermi perchè ancora non ho capito”, e negli anni successivi coltivo (come mio solito, in modo ossessivo e poco ordinato) la passione per questo gruppo. Scopro poi che agaetis birjun è ancora meglio di takk, che () è allo stesso livello, insomma divento quello che io chiamo in modo inutilmente giovanilistico il tipico “mega fan”, e probabilmente per un periodo diventa pure il mio gruppo preferito. La mia ragazza di allora, visto che probabilmente le parlavo della cosa molto di più di quanto sarebbe stato sano e sensato, mi regala al compleanno il biglietto per andare a vederli a Ferrara.

Fast forward al concerto a Ferrara. La cosa che al mio compleanno in aprile non sapevo è che il giorno del concerto ci sarebbe stata la semifinale mondiale (quello che poi avremmo vinto) Italia-Germania. Non mi interessava allora molto il calcio come adesso (il fantacalcio ha dato un senso alla mia vita, continuo a disprezzare il gioco ma posso rompermi la testa su statistiche inutili per ore, l’ho già detto sopra che sono un filo ossessivo) (p.s. io alle elezioni mi sa che voto Sau) ma mi interessava molto fare casino e bere con i miei amici per strada, e chissenefrega se è capodanno o se ha vinto la nazionale, insomma è bello fare quelle cose lì, per qualsiasi motivo. Dubbioso vado quindi a Ferrara con quella che per altro di lì a poco sarebbe diventata pure la mia “ex” ragazza. La cosa è che in piazza lì, vicino al castello, i sigur ros fanno un live davvero pazzesco. Un’atmosfera unica, gente che nel pubblico zittiva gli altri nei momenti di silenzio, suoni pazzeschi, luci pazzesche, una roba incredibile, in poche parole forse il live più bello della mia vita.

Rifastfowardiamo, menzionando uno dei documentari/video musicali più belli che mi siano capitati di vedere, quell’ “heima” che vale la pena visionare anche solo per i paesaggi islandesi prescindendo dalla musica, che poi loro facciano un tour nella loro terra natia gratis senza pubblicità, e poi il concerto di rejkjavik insomma, guardatevelo che facciamo prima, vale davvero davvero la pena 

Dicevo Rifwastowardiamo. I Sigur Ros risuonano dopo qualche anno a Milano, all’arena. Pochi mesi prima nella stessa location avevo visto un live dei Radiohead imbarazzante, non per colpa loro, ma per colpa della location terribile, e per la politica milanese inutile e insensata di dover tenere i volumi bassi a tutti costi. Però cosa fai, non ci andiamo? Al compleanno mi faccio regalare dai miei il biglietto in terza fila e vaffanculo, ci sono i posti numerati e per una volta faccio il borghese (ben venti euro in più ho pagato, pensa che roba). La giornata del concerto è terribile, tifoni, pioggia e vento pazzesco. Penso onestamente che cancelleranno il concerto, è davvero brutto e piove da giorni. L’ultimo disco poi non è che mi faccia impazzire, cioè ci sono i pezzi mi piacciono eh la svolta pop l’apprezzo però insomma. Si và ancora dubbiosi per mille motivi. Per la sola durata del loro concerto non cade una goccia, nel senso proprio che piove un minuto prima e ricomincia un minuto dopo. Se non fossi un positivista di stretta osservanza lo prenderei come un segno del destino. Sullo sfondo del concerto c’è una tempesta con nuvoloni neri e saette, che fanno da scenografia apocalittica ad ancora un live pazzesco, in cui le canzoni di “meo suo y etc. etc.” mi risultano molto molto più convincenti che su disco. Ciliegina sulla torta, raccolgo la bacchetta con la quale Georg, il bassista, suona il basso in hafsol , canzone che era uscita sul primissimo lavoro “von”, riarrangiata completamente e spesso suonata come ultimo pezzo durante i concerti, manco a  dirlo una delle mie canzoni preferite. Vi faccio vedere una diapositiva della bacchetta 2013-02-22 16.08.04assieme ad arturone malefico interessatissimo alla cosa.

Insomma, io con i Sigur ros ho un rapporto davvero speciale. Ultimamente però ho ricomprato (). Anni fa avevo regalato la mia copia con artwork bello e tutto, e per vari motivi che non sto qui a spiegarvi non l’ho più ascoltato dall’inizio alla fine. Pensavo che fosse il mio disco preferito tra i loro. L’ho trovato usato sempre alla libreria in cui lavoravo e saltuariamente tuttora lavoro, e ho pensato fosse tempo di ricomprarlo. E ho scoperto che non è vero che è il mio disco preferito, è meglio agaetis birjun per me. Ci sono rimasto davvero male. Preferivo quando quel disco, che mi ricordavo in testa ma che non ascoltavo da anni, era nei miei pensieri il mio preferito. Me lo ricordavo più bello. E aggiungo che ultimamente sto rifacendo cose che ho fatto o che facevo anni fa, ma che mi lasciano ormai più perplesso e non più divertito come un tempo. Non ultimo il live dei Dinosaur jr al bloom che si mi è piaciuto, ma non è stato bellissimo ai miei occhi e alle mie orecchie come era stata la prima e la seconda volta che li avevo visti. E dirò la verità, non tanto per il costo non basso del biglietto, o per la location (il forum è un posto non molto bello per vedere partite di basket, figurarsi i concerti), ma il motivo vero per cui non sono andato a vederli è che non volevo rovinare quello che per me sono stati nel passato, e quello che per me sono ora, cioè uno dei motivi per i quali mi piace la musica in generale. Non volevo rimanerci male ecco.

NAMCNCUC (Nota a margine che non c’entra un cazzo): Finito sto pippone esagerato volevo cambiare argomento e ri-abbassare il livello di questo blog lamentandomi del fatto che nessuno mi ha fatto partecipe di questa notizia. Chad Kroeger e Avril Lavigne sposati, se fanno un figlio sarà un mostro mitologico, summa del cattivo gusto musicale dei primi anni 2000. Suggerisco un nome per il pargoletto, io lo chiamerei “Fred Durst”, o anche “Chocolate Starfish and the Hot Dog Flavored Water”.

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2 risposte a motivi per i quali non sono andato a vedere i sigur ros ovvero pipponi davvero esagerati su passioni ed eventi del passato relativamente interessanti

  1. silvio berlusconi ha detto:

    vi restituiro’ il pianista dei sigur rosl

  2. giuseppe ha detto:

    torneranno il 26 luglio. in piazza castello a Ferrara, pensa te

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