Mi costi

(foto di Federico S.)

Festival della musica bella e dei baci (foto e didascalia di Federico S.)

Ormai mi trovo costantemente a scrivere articoli di questo tipo, che si interrogano dei costi dell’essere ascoltatore di musica. Prima o poi ne farò una rubrica a parte, potrei chiamarla tipo “le mani in tasca agli italiani”. Comunque oggi scrivo due cose su un paio di eventi importanti per diverse ragioni.

MI AMI (Circolo Magnolia, Segrate, 7-8-9 giugno)

Comincia fra mezz’ora – quindi catalogo questo pezzo nella categoria dell’autoerotismo – la nona edizione del festival di Rockit. Parliamone come vogliamo, comunque sia il portale è diventato inevitabilmente un surrogato italiano di Pitchfork, in quanto strumento di riferimento di informazioni e opinioni sulla musica indipendente italiana per chiunque sia nato dopo la metà degli anni ottanta. La scelta di avere come headliner di domenica Patty Pravo è una scommessa abbastanza spaventosa: da una parte il pericolo di una compromissione del progetto indie (che però non è mai stato impermeabile alla musica popolare tout court), dall’altra il compimento di un percorso di riunificazione fra proposte musicali concepite come diverse soprattutto dalla critica e non a caso facilmente coniugabili negli ascolti di un pubblico che ha trovato nell’abbandono dello snobismo la consacrazione finale del suo snobismo (si pensi al progetto per il ventennale di Hanno ucciso l’uomo ragno) nel bene o nel male e al netto del poserismo. In mezzo, come si dice, noi poveri stronzi con la nostra pretesa di analizzare fenomeni storico-culturali apprezzando, ad esempio, il valore storico della presenza di Deezer come partner. L’evento a questo giro è stato coperto dalla stampa nazionale, che si è scoperta tutta indie all’improvviso, abbandonando il pudore (dopo anni di ignoranza di un fenomeno pur già consistente) e la fantasia (i titoli di articoli con giochi di parole intorno al motto #pazzaidea si sono a dir poco sprecati). Vedremo quindi se con l’arrivo del mainstrindie caleranno davvero Franca Sozzani e tutta la sua schiatta. Con tutto questo discorso per poco mi dimentico di citare il programma, una tre giorni sicuramente varia, non sempre di mio gusto, ma anche sticazzi: oggi ci sono Gazebo Penguins, Bachi Da Pietra, ThreeLakes, Noyz Narcos, Dracula Lewis, Zerocalcare; domani e dopodomani Cosmo al suo primo live (se non ho capito male), Patty Pravo, Appino, Brothers in Law, Giardini di Mirò, Jennifer Gentle e altre cose che ballano sul limite dell’interessante. Il tutto a 12 euri il giorno, cioè 36 euro (30 con l’abbonamento) .

FESTA DEL RINGRAZIAMENTO (Circolo Lato B, Finale Emilia, 22-23 giugno)

Per spiegare questo festivalino improvvisato comincio linkando l’intervista che finora mi ha reso più orgoglioso di fare il mestiere che faccio, questa. Per chi ha fretta, la storia è questa: il terremoto della scorsa primavera in Emilia-Romagna non ha creato casini soltanto ai centri storici e alle fabbriche, ma anche ai posti dove si faceva musica. Il Circolo Lato-B di Finale Emilia, ad esempio, si era trovato con il culo per terra. Un mucchio di fricchettoni a chilometri zero ha creato ABBASSA!, un festival messo su in un batter d’occhio per raccogliere fondi a favore della ricostruzione del Lato-B. La cosa è andata bene, il Lato-B è tornato in piedi, e un po’ di quei gruppi lì ora vogliono ringraziare i sostenitori con un altro festivalino. Bob Corn, Cosmetic, Gazebo Penguins, His Clancyness, Julie’s Haircut, Lo Stato Sociale, Stefano Pilia, The Death of Anna Karina, ThreeLakes sono alcuni di quelli che suoneranno domenica 23 giugno. L’ingresso è a offerta libera, quindi direi che con questi nomi qui se non si tirano fuori almeno 15 euro, cade il pisello.

Meno di quindici euro, vi confesso, andrebbero spesi almeno una volta nella vita anche solo per ascoltare l’unico gruppo grassettato fra quelli sopracitati: quindi il nostro redditometro dice che conviene andare. Certo, io coltivo un’idea a proposito dei festival pop italiani sulla quale giorni fa ho fantasticato, ma se ne riparla un’altra volta.

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no, non ho detto noglia.
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