Recensioni random di concerti random tanto per

Niente non so perchè mi è tornata questa gaìna per i concerti erano quasi due anni che non andavo perchè Bombino solo sono andato a vederlo perchè vabbè, essendo lui un mio idolo ed avendo i dischi di anche quando non era famoso e venendo da paesi lontani era giusto andare anche se dopo ho scoperto che andava di moda anche a radio pop e per anziane attempate vestite di vestiti etnici africani robe che manca tanto così all’oratorio quindi non potevo fare neanche più di tanto il figo al bar per essere andato però vabbè ci tenevo.

Invece ultimamente mi è tornata la voglia di andare a vedere i concerti. Come mai? Perchè ora sono tornato a fare il prezzemolino presenzialita? Mah, in realtà perchè ora mi è tornata la voglia, e invece prima non c’avevo voglia. E quindi mi sembra che fin qui tutto fili alla grandissima.

Dovevo fare 3 post diversi per i 3 concerti anzi 4 ma si sa che vince la parte pelandrona della mia personalità quindi non state qui a lamentarvi e ne faccio solo uno, che tanto non è che vi lamentate mai, cioè più che altro devo ancora capire se davvero esistiate, cari miei lettori di musicanoiosa. Devo dire che alcuni dicono di sì, che in effetti esistono tali soggetti. Io di sicuro non li conosco ma forse è meglio così.

Comunque, i 4 concerti che ho visto:

PRIMO CONCERTO Bonobo+Omar Souleyman magnolia

Bonobo: Bello eh, però cheppalle. Batterista bravo, strumentisti bravi, un interessante concerto lounge. Il problema è che la musica lounge è per definizione una merda. Lounge mi dice il dizionario che vuol dire “salotto” e “bighellonare” che non sto qua a fare il sofista ma non mi sembrano proprio cose divertenti. Perché non spippoli duro con le batterie caro bonobo e molli questa specie di massive attack in versione pacco? E gli assoli di batteria, davvero? Forse fai così perché in questo modo fai molti più soldi. Capisco, mi adeguo. Cioè non è che mi ha fatto schifo, però vabbè, se non andavo era uguale.

Omar Souleyman: Che fosse un genio lo si sapeva già da tempo, e se non lo sapevate penitenziagite! Dal vivo mi sono accorto però quanto il grande Omar sia VECCHIO e allo stesso tempo FIGHISSIMO. E’ una vera rockstar, cosa che non può essere messa in dubbio soprattutto dal fatto che indossi degli occhiali da sole a mezzanotte abbinati ad un completo da sceicco arabo in un locale di Milano a fianco all’idroscalo. Il tastierista che lo accompagna è un genio, d’altra parte assomiglia al mio gommista quindi era facile capirlo sin da subito. Fa assoli di batteria con la tastiera midi e solo per questo per me meriterebbe il nobel per il cazzo duro. (Nobel il cazzo duro? Ho davvero scritto nobel per il cazzo duro? Scusate. ) Per altro il tutto su basi eccezionali, con suoni affastellati scriteriatamente, accuratamente scelti tra i preset della tastiera più fastidiosi e brutti. La cosa stupefacente è che il tutto funziona alla grandissima. E non in maniera ironica. Il concerto è stato un mix tra musica dance tra la più pacco degli anni 90′, unito a un cantato timbricamente e ritmicamente simile a quello che fa lo speaker ai calcinculo alle ggiostre, amalgamato da melodie tipicamente orientaleggianti/arabe. Insomma, una figata assoluta (nel senso etimologicamente corretto del termine).

SECONDO CONCERTO che poi a dir la verità era un djset: GASLAMP KILLER

allora prima ha suonato, credo, Godblesscomputers che non è stato affatto male, io mi lamento per poche variazioni sul genere ma si sa che mi lamento sempre, comunque figo.

Poi di Gaslamp killer vabbè lui è proprio uno di noi. Ha messo su tullio de piscopo, dischi inaspettati noise in cui partecipava morricone, roba hip hop old school della west coast (snoop dogg e nwa), “new unreleased shit” di hudson mohawke, E-PROM, “my mate” flying lotus, passando per kendrick lamar, A$AP FERG, tame impala, conan mockasin, il tutto fumando “italian weed” e mixando in diretta e mettendo effetti più o meno a caso e scratchando qua e là. Presabenismo per cose a caso, dal tamarro più ignorante al difficilissimo. Insomma, uno di noi. Miglior djset della mia vita. E io i djset li detesto proprio di solito. Gaslamp killer stima infinita per sempre love forever.

TERZO CONCERTO i BLACK KEYS a Roma

Il Galimba mi ha detto che aveva due biglietti gratis per il concerto di Roma e allora siccome amo Roma (meno i suoi trasporti pub(bl)ici) e siccome i black keys alla fine nonostante anzi forse anche per la svolta pop degli ultimi dischi li ho sempre apprezzati parecchio, anche solo per l’orizzonte artistico a cui fanno riferimento (cioè il blues che piace a me) ho deciso di fare un investimento in Italo e andare, facendo felice il grandissimo Luca Cordero di Montezemolo e anche un pò me stesso. Quindi niente sono andato all’ippodromo di Capannelle mi aspettavo di incontrare mandrake er pomata e manzotin ma invece niente anzi mi hanno anche cacciato in malo modo dalla pista. Birre heineken da 33 a 5 euro manco fossimo a Milano oh vabbè d’altra parte tutto il mondo è multinazionale. Concerto non male. Non si sentiva granchè bene per me, ma sti concerti grossi si sa. Certo tutto un po’ pulitino ed è mancato quel quid insomma il momento della catarsi verso vette incredibili, forse anche a causa del pubblico che cercava sempre il PA, PAPPARAPA, PAPPARAPA, PAPPARAPA e il UOOO O OOOO AI GAT DE LOV NANANANNA insomma non che io stia dicendo novità, basta aprire un ipotetico giornale (anche ON LAIN) e si capisce subito che l’umanità fa schifo. C’è da dire che lo stortume figo di Patrick Carney (che è er batterista der gruppo ma che ce fai o ce sei?) rende tutto meno asettico e più umano. L’ultimo pezzo l’hanno fatto in due, e mi ha fatto pensare al perché non facciano tutto il concerto solo loro due. FANCULO DANGER MOUSE no dai però forse si. Ah poi il giorno dopo ho comprato una maglietta bellissima di papa francesco ci tenevo a dirlo anche se cercavo quella di papa benedetto XVI, il mio papa prefe ma la cosa del “gran rifiuto” non è che se la son vissuta bene lì i fan di gesù e non ho trovato suoi gadget degni dell’acquisto.

QUARTO CONCERTO BUENA VISTA SOCIAL CLUB al vittoriale

Questo era un regalo per la mia laurea (perché mi sono laureato, più che altro per una questione di anzianità o carità da parte dei professori, ma mi sono laureato). Se siete una minima sul pezzo lo sapete che son fissato con la musica non occidentale, e ammetto che l’operazione di ry cooder, anche se ruffiana, a me era piaciuta un bel po’. Del buena vista social club originale sono morti quasi tutti purtroppo (dico soprattutto Compay Segundo e Ibrahim Ferrer). Rimangono prima di tutto le canzoni, suonate da quello che è un collettivo che raccoglie tra i migliori musicisti di Cuba, che dovete sapere che nella piramide sociale dell’isola i musicisti sono più importanti di medici, ingegneri e insomma, sono i più fighi di tutti e guadagnano più di tutti, che poi è un modo per dire che SULLA MUSICA A CUBA NON SI SCHERZA UN CAZZO. Infatti gruppo fighissimo pianista giovane pazzesco e timbalista meno giovane ma ancora di più incredibile. Però i picchi si sono avuti quando sul palco son saliti Eliades Ochoa e Omara Portuondo. D’altra parte loro sono dei pezzi di storia della musica, cubana, tribalista, e non solo. Dal vivo la cosa si vede, ma sopratutto si “sente”. Nel timbro della voce, nel carisma, insomma si capisce subito, anche senza presentazioni, che si è di fronte a leggende viventi. Davvero un bel concerto.

Della struttura del vittoriale mi aspettavo di più, meno male così posso non sdoganare in nessun modo D’annunzio, avere come quinta il lago di Garda però non è stato affatto male e l’apprezzamento verso i laghi che sto avendo nell’ultimo anno mi fanno pensare al fatto che stia diventando inequivocabilmente un anzianissimo. Comunque Pubblico strano, una borghesia d’altri tempi con pre adolescenti vestiti come briatore che parlottano di nascosto con le fidanzatine, cinquantacinquenni abbronzatissime dai vestiti lunghi e di colore chiaro e dall’animo ansioso dalla mancanza di occupazioni, o forse questo è quello che ci voglio vedere io (come al solito) vabbè comunque oltre a loro russi e indiani che vanno via dopo venti minuti e insomma, il tutto catalogabile nella grande categoria “Gente strana”.

ciao ci vediamo al prossimo concertino!

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Informazioni su ilsamoano

tu dici che è hardcore quando scleri più di Sgarbi, quando mi cacci la gomma come Barbie, ma arrivi tardi.
Questa voce è stata pubblicata in a volte ritornano, anziani, cose che non conosco, il samoano non capisce niente, informazioni completamente inutili e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Recensioni random di concerti random tanto per

  1. tont ha detto:

    ci siamo. stai calmo

  2. ilsamoano ha detto:

    NON DIRMI COSA FARE O COSA NON FARE OK? EH?

  3. Pingback: Utilizzi intelligenti di di nuove tecnologie per fregare i dj e rubargli l’anima | musicanoiosa

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