Utilizzi intelligenti di di nuove tecnologie per fregare i dj e rubargli l’anima

Ormai tempo fa avevo parlato di quanto fossi rimasto entusiasta del djset fatto da Gaslamp Killer al Magnolia tempo fa, per vari motivi riconducibili però a due semplici coordinate: la selezione enciclopedica (ma stilosa) delle tracce e l’entusiasmo genuino nel fare le cose. E questa cosa qui la prendiamo e la mettiamo per un attimo lì nell’angolo.

Poco tempo dopo quell’evento mi si è gonfiata la batteria del cellulare, e dopo anni passati a ereditare da parenti e amici apparecchi obsoleti e malfunzionanti mi sono deciso a investire del denaro per entrare in questo nuovissimo e strabiliante mondo degli “smartphones”. Questa nuova svolta nella mia vita ha accresciuto e di molto lo stress (cioè tecnicamente sono i miei amici e le conversazioni collettive su facebook ad averlo fatto, ma è pratica consolidata quella di colpevolizzare il mezzo e non l’agente, con delle sfumature di senso che forse qui è abbastanza inutile eviscerare) ma dicevo che ha anche portato alcuni indubbi miglioramenti nella mia vita. Posso ad esempio essere aggiornato sul calciomercato consultando il sito di Alfredo Pedullà 24/7, controllare lo stato degli infortuni dei giocatori dell’Aston Pirla (la mia squadra di fantacalcio), sentire gli mp3 selezionandoli attraverso un’interfaccia che non provochi strabismo e orticaria, fare finta di leggere qualcosa di interessante quando si è imbarazzati o si sta attendendo qualcuno/qualcosa.

A tutte queste nobili pratiche devo aggiungere che il sottoscritto si è dedicato a un utilizzo intensissimo di Shazam, cosa che ha fatto intasare il mio hard disk e allo stesso tempo aumentato i rischi alla guida del 190% (per taggare le canzoni di lifegate radio, nel caso ve lo chiedeste). Bisogna anche ammettere che la App in questione ha reso la mia vita decisamente più godibile, in quanto, pensa te, grazie a lei ultimamente conosco più musica nuova.

(A dir la verità l’utilizzo del Venerabile Shazam mi era noto da tempo immemore, ma non doverlo fare scroccando smartphones ad altri e segnandomi su foglietti e tovaglioli nomi e cose che andavano sistematicamente perduti ha tutto un altro perchè).

Pratica a cui mi sono dedicato ultimamente è riprendere djset vecchi di gente che reputo meritevole e attaccare il telefono alle cassettine del portatilino, cercando di beccare quei 15 secondi non effettati di canzone che permettano all’algoritmo di fare il suo lavoro, e ritrovare traccia di canzoni e artisti passati per pochi secondi attraverso le mie orecchie, ma di cui mi sarebbe piaciuto approfondire la conoscenza.

Ammetto la grande soddisfazione nel recuperare delle canzoni intere di robe thailandesi pacco anni 70 o della b-side di qualche pezzo soul di artisti dimenticati. In quei casi mi sento come un esploratore che rompe i sigilli della tomba di Tutankhamon (che non so se lo sapevate, ma è a Siena) (questo è un inside joke quindi lasciate perdere), sebbene in realtà si possa fare il tutto con del tempismo e un polpastrello di un dito qualunque quindi diciamo che l’impresa non è esattamente paragonabile, ma è anche giusto gasarsi qualche volta per dei motivi futili.

Passiamo quindi al doppio obbiettivo del post, che è in prima battuta quello di mostrarvi qualcosa di simile a quello che ha fatto GLK a Milano, e cioè questo djset qua al solito boiler room, che è di un mese fa. Sottolinerei che alcuni dei pezzi nella selezione erano gli stessi nei due eventi.

E, in seconda battuta, utilizzando la tecnica appena descritta, oltre che per non farvi far fatica, vi metto un paio di tag dei pezzi selezionati, sperando così di farvi piacere

Mulatu Astatke – Fikratchin with Menelik Wossenatchew

Jonwayne – Andrew

Dimlite – Se se sc

Kendrick Lamar – Sing about me

Khun Narin – Lam Phu Thai #1

Dungen – Fredag

Connan Mockasin – Unicorn in Uniform

Mount Kimbie – You took your time

Ciao ci sentiamo su Whatsapp

 

 

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Informazioni su ilsamoano

tu dici che è hardcore quando scleri più di Sgarbi, quando mi cacci la gomma come Barbie, ma arrivi tardi.
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