Mi sembrava giusto che qualcuno menzionasse e ricordasse Aldo Ciccolini

Mi ero ripromesso di non scrivere più coccodrilli su musicisti deceduti. Questa decisione è stata presa dopo l’imbarazzo provato dopo la morte di Lou Reed, manifestazione di come l’avere a disposizione grandi mezzi, come può essere una connessione veloce, possa provocare dei disastri, in questo caso la triste corsa per elevarsi verso una apparenza di qualche status culturale, sfruttando un presunto rammarico per la morte di qualche tipo di artista. Cosa che più o meno è successa ultimamente, e sta succedendo proprio ora su Rai 2 (la sera del 3 febbraio, per la cronaca) con Pino Daniele.
Faccio qui un’eccezione alla regola, superando anche problematiche logistiche che non mi hanno fatto scrivere per mesi (nel particolare 1. non possedere più un computer funzionante di mia proprietà e 2. avere motivazioni per portare a compimento anche le più semplici azioni) perchè ci sono rimasto un pò male di quanto sia passata sottotraccia la morte di Aldo Ciccolini.

Potrei qui inserire una lamentela del tipo “che schifo questi tempi moderni dimentichi di fatti meritevoli e attenti a puttanate senza importanza”, ma tenendo conto che questo genere di giaculatoria è presente più o meno dalla notte dei tempi, non vedo il perchè reiterare un topos così liso dal troppo uso. Anche perchè, se tutti abbiamo vissuto in tempi di merda, si può facilmente dedurre che sono sempre stati tempi un pò di merda, e che di conseguenza forse dovremmo abbassare un pò le aspettative che riponiamo nella razza umana in genere, e già che ci siamo usare meno espressioni idiomatiche (monito che faccio anche a me stesso in questo momento).

Quindi poco mi stupisco che, ad una possibile definizione di “pianista italiano”, il 90% della popolazione italiana (stima che dire ottimistica è poco) colleghi il nome di un rincoglionito, e che allo stesso tempo la morte di uno dei più grandi esecutori del 900 venga relegata a quattro parole sui quotidiani nazionali.

Sono legato ad Aldo Ciccolini perché è riuscito a scardinare una delle mie convinzioni più dure a morire, e cioè che la musica classica non mi piacesse. Snobismo di riflesso, mi viene da dire, un pò per colpa “loro” inteso come “accademici”, ma anche colpa mia in quanto in passato mi pensavo dalla parte “pop” della musica, tenendo come premessa l’idiota contrapposizione, usuale ma ripeto idiota, tra musica “colta” e musica “popolare”.

Aldo Ciccolini, napoletano naturalizzato francese, è stato uno degli esecutori più importanti per piano del ‘900, in particolare eccellenti le sue interpretazioni di compositori transalpini, e altro fatto importante, quantomeno per me,  grazie a lui mi sono innamorato di alcuni pezzi per piano solo, cosa che mai mi sarei immaginato nella vita.

Prima di dire castronerie su argomenti che mi competono poco, come può essere la musica “d’accademia”, linko un video per commemorare la scomparsa, e perchè insomma, ci tenevo che nel blog su cui scrivo di musica ci fosse questo tipo di ricordo e testimonianza.

Ci sono altri video di fianco, se lo aprite in Youtube, nel caso interessi.

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tu dici che è hardcore quando scleri più di Sgarbi, quando mi cacci la gomma come Barbie, ma arrivi tardi.
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